Sei un accanito tifoso di calcio? Attento allo stress!

Non c’è luogo al mondo in cui l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio.
(Albert Camus)

…e anche più stressato!
Ebbene sì: i tifosi più accaniti durante la visione di una partita possono sperimentare livelli di stress così alti da essere a rischio di infarto.

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Una ricerca condotta dal Centre for the Study of Social Cohesion dell’Università di Oxford ha infatti misurato la saliva dei tifosi brasiliani durante la storica debacle con la Germania ai Mondiali di calcio 2014. I risultati hanno evidenziato livelli di cortisolo  (noto appunto come ormone dello stress) molto alti  e tali da aumentare la pressione sanguigna e di conseguenza affaticare il cuore. Ovviamente i ricercatori non avrebbero mai potuto immaginare che si sarebbe trattato di un match così catastrofico: la rilevazione si è svolta all’interno di un progetto più ampio in cui sono stati monitorati i medesimi valori in altre partite del torneo.
Non sono state riscontrate grosse differenze nei livelli di stress legate al sesso, sfatando l’antico preconcetto secondo cui gli uomini sarebbero tifosi più accaniti.
Anche i tifosi “occasionali” sarebbero a rischio, in maniera però più lieve rispetto a quelli più appassionati , in funzione del legame che vivono con la squadra del cuore.

Sembrerebbe che i tifosi più accaniti vivano le sconfitte della propria squadra con un vissuto di catastrofe imminente non solo a livello emotivo ma anche fisico: livelli così alti di cortisolo infatti si riscontrano nelle situazioni di forte angoscia e paura per la propria vita.

Questi dati potrebbero spingere le squadre ad adottare provvedimenti per stemperare la tensione nelle partite di cartello, ad esempio trasmettendo musica rilassante dopo la fine e mettendo a disposizione di unità di screening per i tifosi più a rischio, secondo quanto dichiarato dalla Dr.ssa Newson alla BBC.

Anche tu vivi le partite della tua squadra in maniera così intensa e stressante? Più in generale, vorresti conoscere e mettere in atto qualche tecnica di gestione dell’ansia e dello stress? Puoi chiedermi informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), tramite i recapiti presenti in questa pagina

 

 

7 cose che ho imparato praticando teatro

Essendo io amante delle liste e delle “cose” nuove da imparare, quando intraprendo un percorso mi piace unire i punti e vedere quale disegno si stia delineando. Siccome mi accingo a iniziare il mio terzo anno da allieva di una scuola di teatro mi è venuta voglia di condividere con voi ciò che ho imparato finora. Non si tratta di pura didattica , almeno non solo. Ho voluto riassumere le scoperte e riscoperte che questo percorso ha innescato in me e che dal palco stanno contribuendo ad arricchirmi come persona…e come terapeuta. Non solo mi capita di raccontare ( e consigliare ) questa esperienza ai miei pazienti; mi capita anche di importare nella mia pratica clinica gli insegnamenti che sto interiorizzando.

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Photo by Gwen Ong on Unsplash

A voi la lista, rigorosamente in ordine causale.

  1.  Le parole non sono vuote.
    Ogni parola porta con sé un mondo: lo delinea, lo arricchisce e lo descrive. Non è la pura emissione di un suono, è il come e il perché di una storia. Può chiudere un discorso o aprirne un altro, può unire o dividere. A volte manca, altre è di troppo; è sempre qualcosa in più della sua definizione sul vocabolario.
  2. Abbiamo un corpo, eppure ce ne dimentichiamo
    Quando sei sul palco ti rendi improvvisamente conto di avere un corpo fatto di tante parti. Braccia, mani, dita…avete presente le scatole cinesi? Ecco, non fai in tempo a capire come muovere il piede che scopri anche di avere le caviglie. La postura che adottiamo, il nostro modo di muoverci, lo sguardo: tutto concorre a dare un senso alle parole, così come ai silenzi. Abbiamo la fortuna di vivere in un meccanismo complesso e meraviglioso…eppure spesso ce ne dimentichiamo.
  3. L’energia è alla base di tutto
    Il bravo attore non è colui che impara un testo a memoria e lo ripete senza esitazioni. La vera essenza del teatro sta nell’energia che ci mettono gli attori e che riempe il palco, riecheggiando tra gli spettatori. Questa energia è anche ciò che rende unico il teatro: è un qualcosa che accade qui ed ora; anche andando a vedere 10 volte lo stesso spettacolo, con gli stessi attori, ci sarà sempre un’energia diversa a  renderlo unico e irripetibile.
  4. Non sapevo leggere
    Mi spiego meglio: non è che prima fossi analfabeta. Piuttosto, leggevo ad alta voce come ti insegnano a scuola, stile lettura domenicale in chiesa. Una cantilena unica, stereotipata al punto che avrei avuto la stessa cadenza leggendo sia Dante che l’elenco del telefono. Si tratta di una di quelle cose di cui ti accorgi nel momento in cui te lo fanno notare , a dimostrazione di quanto l’ascolto reciproco sia uno strumento di apprendimento potente e interessante. Adesso posso quasi affermare di saper leggere ( spero di non smentirmi alla prossima lezione…).
  5. Se ci si diverte, si impara meglio
    A parità di contenuto, il contenitore è in grado di fare la differenza: l’apprendimento è stimolato ( ed è anche più efficace) se avviene un ambiente positivo e che contempla il divertimento. Purtroppo molti di noi tendono spesso a pensare che ridere significhi essere stolti e superficiali. Si può essere seri e  produttivi anche lasciando spazio a una sana risata, purché non venga meno la concentrazione!
  6. Gli errori sono inevitabili, l’importante è restare concentrati
    Pensare che durante uno spettacolo tutti possano ricordare tutto a memoria è pura utopia. Al contrario, una legge di Murphy adattata al teatro potrebbe dire che più si teme di dimenticare qualche parola, più facilmente ciò accade. Quello che non bisogna mai perdere di vista è ciò che stiamo raccontando; “bucare” la battuta è qualcosa che tutti vorremmo evitare ma è decisamente meglio andare oltre l’errore e avere la concentrazione per far sì che nessuno si accorga di nulla.
  7. La consapevolezza di Sé è un qualcosa che si coltiva
    Quante giornate viviamo senza essere mai realmente consapevoli di noi stessi? Quante azioni od omissioni portiamo avanti in maniera puramente meccanica? Il teatro insegna ad avere consapevolezza di Sé sotto tanti punti di vista: corporeo, linguistico, energetico…Soltanto prendendo contatto con le mie risorse e i miei limiti posso realmente crescere e apprezzarmi per quello che sono: non vi ricorda qualcosa che si fa anche in terapia?!

 

Per concludere…
Potrei aggiungere altri punti all’elenco, anche di natura squisitamente personale. Ho scelto di fermarmi a 7 perché mi sembrava giusto così ma mi farebbe piacere confrontarmi con voi: vi ricordo che potete lasciare i vostri commenti qui sotto oppure scrivermi in privato.
E chissà che non vi sia venuta voglia di cimentarvi con il palco! Se siete di Torino e dintorni vi consiglio di andare a mettere il naso tra le attività di Officina per la Scena, la scuola dove ho trovato la mia “famiglia” teatrale 😉 

Innamorarsi di un narcisista: un articolo per Medicitalia

Qualche tempo fa, durante un viaggio in treno, una donna seduta accanto a me mi rivolse la seguente domanda : “Perché mi innamoro sempre di uomini narcisisti?”. NON ci eravamo ancora rivolte la parola, se non  un educato buongiorno; entrambe stavamo leggendo e lei aveva buttato un occhio al mio libro ( argomento: terapia di coppia), deducendo il mio abito lavorativo.

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Dopo il primo stupore iniziale, le avevo risposto per sommi capi: narcisista o meno, una persona ha la sua unicità e quindi caratteristiche intrinseche che ci predispongono all’innamoramento. Se sul lungo periodo ci rendiamo conto di innamorarci di tipologie di persone simili, probabilmente questa tendenza risponde a delle domande che ci portiamo dentro. La conversazione si era po diretta su temi più piacevoli, come mostre e musei della città di destinazione.
Conversazioni tra viaggiatori a parte, dal momento che questa domanda mi viene ciclicamente posta ho pensato di dedicarle un breve approfondimento per il portale Medicitalia: “Perché mi innamoro sempre di persone narcisiste?”.
Buona lettura!

Anche tu ti innamori sempre di persone narcisiste e/o vorresti migliorare la tua vita relazionale? Per chiedermi ulteriori informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), puoi contattarmi tramite questa pagina.

I pensieri intrusivi nei DCA. Un articolo per Psicologi Italia

Un pensiero intrusivo negativo assomiglia a una voce estranea e prepotente che ci giudica per qualcosa, non importa quanto fondata.

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Per chi soffre di un  Disturbo del comportamento alimentare (DCA) la battaglia contro questi pensieri è all’ordine del giorno. In un articolo per il portale Psicologi Italia ho individuato tre macro categorie di pensieri intrusivi negativi: controllo, perfezionismo, punizione. Potete leggerlo qui:  Disturbi del comportamento alimentare e pensieri intrusivi negativi.

Per chiedermi ulteriori informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), puoi contattarmi tramite questa pagina

Fame nervosa: parliamone insieme . Evento a Torino

Con l’espressione “fame nervosa” siamo soliti definire ciò che in psicologia chiamiamo “emotional eating“, cioè quell’insieme di comportamenti alimentari in cui si mangia per cercare di gestire un’emozione.

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A questo tema dedicherò il primo evento del 2019 presso il mio studio: parleremo insieme delle cause principali del fenomeno, dei suoi segnali e delle strategie per imparare ad avere un comportamento alimentare più consapevole. Vedremo perché il cibo non è un nemico malvagio e quali meccanismi psicologici si celano dietro il fallimento di molte diete.

Data la capienza della sala, il numero di partecipanti ha un limite massimo.
Questo incontro si terrà sabato 26 gennaio 2019  dalle 15:00 alle 16:30 e avrà un costo di 15 € a persona (Verrà chiesta ulteriore conferma il giorno prima in modo da permettere la partecipazione a chi realmente interessato) .

Per iscrizioni e informazioni:

  • Telefonare o inviare un messaggio WhatsApp al numero 3454551671
  • scrivere tramite il modulo presente in questa pagina

…vi aspetto in Corso Duca degli Abruzzi 42! 🙂