Vuoi farcela? Sii il tuo primo supporter

Quante volte affrontiamo una prova (sportiva, scolastica, lavorativa,…) pensando “non ce la farò mai”? Quanto spesso ci rendiamo conto che questo atteggiamento negativo può influenzare l’effettiva riuscita del nostro compito? Finiamo così per darci, ahimè, ragione.
Questo autodialogo interno in psicologia viene chiamato self-talk. La buona notizia è che, oltre alla versione negativa, siamo perfettamente in grado di produrne una positiva. Non è così immediato riuscirci, soprattutto se abbiamo qualche problema di autostima, però possiamo imparare

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Un recente studio pubblicato su Frontiers in Psychology ha dimostrato che il self talk positivo è tra le più efficaci abilità motivazionali.
I ricercatori, in collaborazione con il BBC Lab UK, hanno sottoposto oltre 44mila persone a un esperimento per indagare l’efficacia di diverse strategie auto-motivazionali. I partecipanti hanno preso parte ad un gioco online e il loro punteggi venivano monitorati e confrontati. Altre abilità analizzate sono state l’immaginazione (visualizzarsi nella situazione futura) e il pensiero ipotetico (pianificazione del tipo “se…poi”).
Coloro che dicevano a se stessi frasi quali “posso migliorare il mio punteggio“, “la prossima volta farò meglio” hanno effettivamente conseguito risultati più alti rispetto a coloro i quali adottavano le altre strategie.

Posta in questi termini, la questione rischia di essere banalizzata.
Voglio ribadire (come speso faccio con i miei giovani pazienti!) che non si può pensare di superare un esame senza aprire il libro, né vincere una gara senza allenamento. Il self-talk non è una bacchetta magica che fa scendere su di noi la scienza infusa. Nell’avvicinarci a una prova non possiamo prescindere da impegno, dedizione e costanza. La motivazione ha bisogno di solide basi.
In quest’ottica il self-talk assume il ruolo di supporter interno: se non siamo i primi tifosi di noi stessi, perché dovrebbero esserlo gli altri?!

 

Un motivatore chiamato nostalgia

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La nostalgia si sa, ha un gusto dolceamaro. Si dice anche che scaldi il cuore ( e secondo alcuni studi ci scalda anche fisicamente).
Sapevate però che la  nostalgia ha anche il potere di stimolarci a migliorare la nostra attività fisica e a ricercare e coltivare le relazioni sociali? Ne parlo qui, in questo articolo per il portale Blasting News: La nostalgia può essere una gran motivatrice

Se davanti allo specchio non ti piaci…fai qualcosa di diverso! Articolo per Psicologi Online

Pablo Picasso - Ragazza davanti allo specchio
Pablo Picasso – Ragazza davanti allo specchio

Capita a tutti – donne e uomini, giovani e meno giovani – di avere una giornata “no”.

L’immagine che vediamo riflessa nello specchio non ci piace affatto: un rotolino qui, un difetto là, i capelli che non vogliono stare in ordine… Nessun vestito ci sta bene, vorremmo rintanarci sotto le coperte e non dovere uscire di casa ma purtroppo il dovere ci chiama.
Se qualcuno prova a consolarci, apriti cielo! Non solo ci vediamo brutti, ma ci convinciamo di esserlo realmente e ci comportiamo come tali, per esempio adottando un look scialbo o trascurando il nostro fisico.

Esiste un’alternativa? Certo che sì! Anzi, più di una.
Ho provato a riassumerle in una scaletta di 10 possibilità (ma scommetto che ognuno potrebbe trovarne altre, se ci pensa bene) e le ho elencate in un articolo per il portale Psicologi Online.

…buona lettura!

Pianificare un obiettivo

Diceva Winston Churchill: “colui che non riesce a pianificare, prevede di fallire“.
Una buona pianificazione rappresenta metà dell’opera, fornendo motivazione e stimoli.
Quali elementi possono aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo?

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1) focalizza i tuoi propositi: devono essere specifici, realisti e formulati in forma positiva.
Non basta un generico “voglio dimagrire“, “voglio imparare una lingua straniera” se non ti prefissi un obiettivo specifico. Piuttosto: quanto vuoi dimagrire? E quale lingua vorresti imparare?
La tua meta deve essere realista, in relazione alle tue risorse e peculiarità.
Un obiettivo funziona meglio se posto in forma positiva: pensa a quello che vuoi fare, e non a cosa non vuoi fare. Fai questa prova: non pensare a un elefante rosa su una bicicletta blu…ecco!

2) datti delle scadenze: fissare una data per il raggiungimento finale dell’obiettivo ti aiuta a visualizzarlo e focalizzarlo meglio nel tempo, concretizzandolo nei tuoi pensieri.

3) individua le risorse: di cosa hai bisogno per raggiungere il tuo obiettivo? Dove o da chi puoi acquisire competenze o tecniche? Anche qui hai bisogno di specificità: è inutile comprare un’attrezzatura sportiva super professionale se non sai minimamente come adoperarla, o metterti a cucinare un dolce di alta pasticceria se ancora non sai rompere un uovo! Chiedere aiuto è un atto di coraggio, non di debolezza 😉

4) monitora e correggi: ad ogni tappa intermedia verifica i tuoi progressi. Se qualcosa non funziona, ricalibra le tue strategie, rimodula le tempistiche o fissa dei micro-obiettivi più definiti. Non viverli come incapacità, ma come esperienze da cui apprendere nuove informazioni utili per il tuo percorso.

5) festeggia i risultati!