La pregoressia: nuovo articolo per Gravidanza360

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Una delle principali preoccupazioni delle donne incinte riguarda i cambiamenti fisici e le incognite legate all’aumento di peso. Tutti danno il loro parere su alimentazione e aspetto fisico, aumentando il senso di smarrimento. A questo sommiamo l’immagine che i mass media danno della neo-mamma perfetta: tonica, curata e in forma smagliante.
Nel mio nuovo articolo per Gravidanza360 parto da queste premesse per affrontare il tema della pregoressia, la cosiddetta anoressia in gravidanza: Anoressia e gravidanza- La pregoressia.
Buona lettura!

 

“Specchio”: i Subsonica cantano l’anoressia

Parlare di disturbi del comportamento alimentare non è mai facile: si rischia di essere prolissi, asettici, banalizzanti, enfatici, opportunisti, ipocriti, autoreferenziali… Cantarne è forse anche peggio.

I miei concittadini ( concedetemi un pizzico di campanilismo) Subsonica hanno scritto una canzone – Specchio – che parla di anoressia.

Specchio sii più gentile oggi se ce la fai
Ho l’anima fuori servizio e un vizio
Di forma di sostanza e non passa mai
Sai che lo so
Specchio due dita in gola e mi riconoscerai
potrei far meglio ma lo …

…Sai qui tutto si è ristretto
La gioia il tempo lo spazio il sentimento
sai non è tutto perfetto
si tira dritto sfiorando il precipizio.

Specchio questa mattina quanti anni mi dai
il cuore non mi parla spesso ha smesso
Spento e riacceso non funzionerà mai
Sai che lo so

…Sai qui tutto si è ristretto
La gioia il tempo lo spazio il sentimento
Sai non è tutto perfetto
Si tira dritto sfiorando il precipizio
Sai qui tutto si è ristretto
La gioia il tempo lo spazio il sentimento

Sai qui tutto si è ristretto
La gioia il tempo lo spazio il sentimento
Sai non è tutto perfetto
si tira dritto sfiorando il precipizio
Sai qui tutto si è ristretto
La gioia il tempo lo spazio il sentimento
Sai
qui tutto si è ristretto
si tira dritto
sfiorando il precipizio

Da questa canzone è nato un vero e proprio cortometraggio per la regia di Luca Pastore.
I testi sono a cura di una ragazza che ha conosciuto l’anoressia in prima persona, nel corpo e nella mente. Sono diretti, taglienti come pezzi di uno specchio infranto:

Questo progetto non ha la pretesa di insegnarci che cosa sia l’anoressia, né di indicarne le cause. Ha un grosso pregio: ne parla senza giri di parole, senza cercare ricette pronte all’uso. E se anche solo una ragazza (o un ragazzo, perché esistono anche anoressici maschi!) riuscirà a ricevere l’aiuto e il supporto che necessita, ne sarà valsa la pena.
Si parla di anoressia quando muore una modella famosa, quando sfila qualche ragazza “troppo magra” o quando qualche pubblicità mostra donne scheletriche. Se c’è spazio le si dedicano cinque minuti all’interno di qualche talk-show televisivo e il giorno dopo siamo punto e a capo.
Il messaggio che ne risulta è che le ragazze anoressiche diventano tali perché vogliono emulare le starlette presenti sulle copertine patinate. Si tratta ANCHE ma non solo di questo. Ridurre il discorso a questa affermazione significa voler vedere solo la punta dell’iceberg.

…Anoressia perché lo specchio deformante dentro di me mi dipinge sempre troppo grasso/a.
…Anoressia perché voglio sparire.
…Anoressia perché voglio che la mia evanescenza mi renda visibile.
…Anoressia perché sono cresciuto/a sentendomi dire che ero grasso/a
…Anoressia perché se non mangio vinco la lotta contro me stesso/a e la mia fame.
…Anoressia per farmi accettare.
…Anoressia perché per non farmi sfuggire la mia vita devo controllare qualcosa: il cibo.
….e ci sarebbero molte altre frasi.

Una cosa non sparisce dal mondo se togliamo il suo nome dal vocabolario.
Una malattia, ancora meno.

[Di anoressia ne ho già parlato più diffusamente QUI]

 

 

L’anoressia

Come annunciato nei giorni scorsi, continua la rassegna di post dedicati al tema dei disturbi alimentari. Questo articolo sull’anoressia è tratto da un precedente scritto, pubblicato qui.
La parola anoressia deriva dal latino anorexia e, a sua volta, dal greco anorexìa, parola composta da an (particella di negazione) e òrexis, appetito.
Nonostante l’etimologia, nell’anoressia non si assiste a un’assenza di appetito, anzi: questo disturbo alimentare si incentra su una strenua lotta contro la fame per raggiungere un ambito stato di magrezza. La paura di ingrassare predomina anche in condizioni di evidente sottopeso, poiché il proprio corpo viene percepito in maniera alterata, più “grosso” e “grasso” che nella realtà.

L’anoressia insorge prevalentemente durante l’adolescenza (tra i 15 e i 19 anni), periodo di sconvolgimenti fisici, ormonali e psicologici:

  • la pubertà e le trasformazioni del corpo che ne derivano hanno bisogno un tempo necessario per essere integrate anche a livello psichico;
  • entrano in scena nuovi legami ed esperienze (gruppo dei pari, primi rapporti sentimentali…) che fanno spostare la dipendenza e l’attaccamento dai genitori verso il mondo esterno alle relazioni familiari;
  • anche le funzioni mentali e cognitive variano, contribuendo a un cambiamento profondo rispetto al funzionamento mentale infantile.

Le ragazze e le giovani donne sono prevalentemente più colpite, ma non bisogna trascurare la crescente incidenza anche sui giovani maschi.

ASPETTI DIAGNOSTICI
La malattia esordisce con una riduzione progressiva dell’alimentazione, accompagnata da una vera e propria ossessione verso la composizione dei cibi e la bilancia. La persona anoressica rifiuta tutti quei cibi considerati “colpevoli” di far ingrassare, e assume solo quelli che reputa “sani”.
Vengono messe in atto tutta una serie di strategie per dissimulare il sintomo agli occhi dei genitori: il cibo viene sminuzzato nel piatto, nascosto o eliminato in seguito ( ad es. con vomito autoindotto o assunzione di purganti).

Secondo il DSM-IV la diagnosi di anoressia si effettua in presenza di:

  • Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del minimo normale per età e statura;
  • Intensa paura di acquisire peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso;
  • Alterazione dell’immagine corporea per forma e dimensione, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso;
  • Amenorrea nelle donne in età post-puberale per almeno 3 cicli mestruali consecutivi.

Sono specificati due sottotipi di anoressia:

  • Con restrizioni: il soggetto si limita a ridurre l’assunzione di cibo senza adottare condotte espulsive come vomito, purganti, diuretici e senza abbuffate.
  • Con abbuffate/condotte di eliminazione: oltre alla riduzione dell’assunzione di cibo sono presenti abbuffate e condotte di eliminazione come vomito, purganti, diuretici.

LE CAUSE

Di fronte a un disturbo alimentare le cause possono essere molteplici: caratteristiche di personalità, fattori biologici e ambientali si intersecano.
Spesso l’anoressia viene banalizzata come semplice desiderio di emulazione verso top- model o attrici, dimenticando le variabili connesse al contesto dell’individuo. Il desiderio di dimagrire per “adattarsi” a un modello che valorizza la magrezza è solo la punta dell’iceberg di una situazione ben più complessa. Bisogna domandarsi perché l’aspetto fisico diventa così importante per quella persona, in quel momento della sua vita.

Il sintomo anoressico può rivestire diverse funzioni: il rifiuto del cibo può veicolare un dissenso più ampio, ad esempio verso qualcosa che sta accadendo in famiglia (come una separazione dei genitori) o verso la crescita adulta.
Esercitare un dominio sulla fame può far sperimentare un senso di controllo sulla propria vita che si sente di non avere altrimenti, ad esempio per le troppe aspettative e o pressioni esterne.
Le spiegazioni perciò possono essere molteplici; non bisogna dimenticare che l’anoressia può anche insorgere in seguito a traumi o a maltrattamenti seguiti: in questi casi si parla di anoressia reattiva.

LA TERAPIA

Una volta indagata la storia familiare e individuale del paziente, è possibile impostare un piano terapeutico. Gli anoressici spesso tendono a non riconoscere il disturbo, giungendo in terapia su sollecitazione dei genitori: per questo possono muovere forti resistenze al trattamento.
Trattandosi di una patologia che può a mettere a repentaglio la vita del paziente, è importante creare un dialogo con gli altri professionisti coinvolti (es.medici) per monitorare la situazione in maniera più completa. Insieme si crea uno spazio dove accogliere la sofferenza, dando voce ai vissuti che vengono incanalati nel sintomo anoressico.

I disturbi del comportamento alimentare

Con questo post inizia una breve carrellata sui Disturbi del comportamento alimentare (DCA): cercherò di parlarne nella maniera più chiara e comprensibile possibile, invitando chi legge a esporre dubbi e richieste nello spazio dedicato ai commenti.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA)  sono definiti come 
persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo, che danneggiano in modo significativo la salute fisica o il funzionamento psicologico e che non sono secondari a nessuna condizione medica o psichiatrica conosciuta
(Faiburn, 2003)

 

I DCA possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo, fino a portare alla morte.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne ma è in aumento il numero di maschi coinvolti; l’età di esordio si sta abbassando fino a pre-adolescenti e bambnini.
Le cause dei disturbi del comportamento alimentare sono multifattoriali, comprendono cioè fattori tanto psicologici che biologici.

I DCA principali sono:

  • anoressia nervosa
  • bulimia
  • binge eating disorder (disturbo da alimentazione incontrollata- BED)
  • altre forme: disturbi sottosoglia, forme ibride ed Ednos (disturbi alimentari non altrimenti specificati o disturbi del comportamento alimentare-Nas)

Negli articoli dei prossimi giorni troveranno posto approfondimenti mirati su anoressia, bulimia e bed.