Posa quel guscio, non sei Calimero!

Ecco, siamo quasi a fine gennaio e ancora la tua vita non è cambiata.
Scommetto che avevi riposto tutte le tue speranze nel 2020, per poi scoprire che trattasi di anno bisestile (o meglio bisesto e quindi funesto).
Hai passato l’ultimo trimestre del 2019 a convincerti che la svolta sarebbe arrivata così come si cambia un calendario appeso alla parete.
A quanto pare non è successo nulla nemmeno quest’anno, eppure ci hai sperato un po’ più del solito visto che coincide con l’inizio di un nuovo decennio.

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Se ti ritrovi in queste frasi, continua a leggere: il mio primo post del 2020 ( quindi sì, anche del nuovo decennio) è dedicato ai calimeri.
Definisco Calimero colui/colei che si piange addosso e fa del vittimismo il suo alibi.
( NdA, di per sé Calimero è un pulcino molto carino e da piccola seguivo una sua serie animata, quindi nulla di personale!)

Dicevamo, dunque, che la tua vita non è cambiata nemmeno stavolta. Stai fissando il cielo con il naso all’insù domandandoti se prima o poi arriverà il segno che aspettavi. Siccome non arriva nulla da nessuna parte ti sei messo un bel guscio rotto in testa e te la prendi con il mondo: nessuno ti capisce , nessuno ti ama, nessuno ti ascolta, …
Sei così preso dalle lamentele che nemmeno ti accorgi che qualcuno c’è ma il tuo vittimismo fa fuggire tutti a gambe levate. Non decidi di fare nulla di nuovo perché tanto ogni iniziativa è destinata al fallimento. Fai sempre le stesse cose, negli stessi posti e con le stesse persone: non ti sta bene ma almeno hai la certezza della lamentela. Perché rischiare di introdurre un elemento di novità se tanto tutto è destinato ad andare male?

La passività è nemica del cambiamento. Non c’è nessun’altra svolta a parte quella che deciderai tu. Soltanto quando smetterai di impiegare tutte le tue energie a lamentarti potrai fare qualcosa per il tuo bene. Ti farebbe piacere avere a che fare con una persona che vede sempre tutto nero e non si accorge di quello che ha? Ti sei risposto da solo.
Posa quel guscio, non sei Calimero!

Se ti senti un po’ Calimero e hai deciso di dare attivamente una svolta alla tua vita, puoi chiedermi informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), tramite i recapiti presenti in questa pagina

16 cose che le persone con ansia sociale vogliono farti sapere

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un interessante articolo di Lindsay Holmes per  Huffington Post. La sezione Salute della redazione si è rivolta, attraverso Facebook, alle persone che soffrono di ansia sociale chiedendo che cosa vorrebbero che gli altri comprendessero su questo problema. Sono state selezionate 16 frasi, esemplificative di aspetti differenti  e utili ad aumentare la consapevolezza riguardo questa condizione.
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1.L’ansia sociale non è una scelta.
Vorrei che le altre persone sapessero quanto dannatamente vorrei essere come tutti gli altri e quanto sia dura essere affetta da qualcosa che mi mette in ginocchio ogni singolo giorno. (Kaitlyn)

2.Sanno quanto sia difficile per amici e familiari comprenderla.
Lo sappiamo che è irrazionale. Abbiamo bisogno di ciò che ci serve per uscirne. (Elise)

3.Non possono smettere di soffrirne.
Sentirsi dire “fattene una ragione” è la cosa peggiore. Non lo diresti a qualcuno che ha il raffreddore. (Jackie)

4. Un po’ di compassione può servire a molto.
Mi piacerebbe che le persone capissero quanto posa essere debilitante. Mi piacerebbe che leggessero questo link e le informazioni che stiamo fornendo, per capire meglio cosa accade nel nostro cervello. Capire che noi scriviamo un messaggio, piuttosto che fare una telefonata. Capire che non rifiutiamo apposta di fare le cose più “facili”. (Stacey)

5. Non è qualcosa che si “cura” rapidamente.
…mi fa sentire bloccata. Ho provato a uscirne per anni. Posso sembrare spiritosa e sicura ma dentro di me sto tremando. (Gina)

6. È imprevedibile.
Vorrei che le persone capissero che l’ansia sociale va e viene…  ci colpisce dal nulla. Il fatto di essere stati a volte “l’anima della festa” non significa  che non ne proviamo e che non la combattiamo regolarmente. (Desiree)

7.L’ansia sociale NON è timidezza.
Non è timidezza che andrà via col tempo. È una malattia che ti impedisce di avere una “normale e semplice” conversazione con qualcuno. (Geleen Marie)

8. Non è “tutto nella loro testa”.
L’ansia esordisce dal cervello, che controlla il nostro corpo. È scienza. I nostri cervelli sono differenti e reagiscono alle situazioni in modi che non possiamo controllare o aiutare. È una reazione fisica. (Katy)

9.Non sempre c’è una spiegazione per l’ansia sociale.
Non sempre c’è un motivo per sentirsi così. Non esiste un  fattore sempre scatenante. Il fatto di alzarmi dal letto, svolgere i miei compiti giornalieri e addormentarmi, la gran parte dei miei giorni, è il mio modo di uscirne e fronteggiarla. (Jennifer)

10.Non c’è bisogno di sapere tutto sull’ansia sociale per poterle confortare.
Non ho bisogno che tu “provi a capire”, non lo capisco nemmeno io! Ho bisogno del tuo amore e supporto. (Tiffany)

11. A volte ci vuole un po’ per prepararsi a un ritrovo sociale.
Vorrei che le persone capissero che a volte mi servono molti giorni per prepararmi mentalmente a un ritrovo sociale dove incontrerò nuova gente e se questo capita con poco preavviso, non sempre risulterò la persona più amichevole di questo mondo. Questo non vuol dire che io sia mediocre, boriosa o maleducata, come spesso viene interpretato. (Meredith)

12. Gradiscono comunque gli inviti.
Se non esco molto è perché mi sento molto meglio a casa. E anche se rimango a casa perché la folla per me è troppo, mi piace ancora essere invitata e inclusa. (Claire)

13. Anche le persone schiette possono soffrirne.
Non sono affatto una persona timida ma il fatto di essere determinata non significa che dentro di me non vi sia tempesta. (Amber)

14.Può essere controllata.
Non è così male se apprendi strategie sane di coping. Cose come la respirazione profonda, i pensieri positivi, allontanarsi da una situazione di tensione o conoscere cosa ti rilassa. Con me funzionano un bagno caldo o un buon libro. (Crystal)

15.È difficile incontrare persone nuove
Ho una grande difficoltà a incontrare persone nuove e a organizzare raduni… Molte persone mi credono super estroversa ma iper-analizzo ogni conversazione che ho per ore! È estenuante! (Shannon)

16.Semplicemente, ognuno socializza in maniera diversa.
Ho il mio modo di affrontare le situazioni e tu hai il tuo. (Bailey)

 

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Se pensi di riconoscerti in queste parole, puoi provare a compilare il questionario di autovalutazione dell’ansia sociale di Glass, tenendo ben presente che il risultato non costituisce diagnosi, bensì un orientamento informativo.
Se invece stai cercando un aiuto psicoterapeutico per te o lo stai cercando per qualcun altro, visita la sezione contatti del mio sito: troverai tutti i riferimenti per chiedermi informazioni e fissare un colloquio.
Ricorda: l’ansia sociale non è una scelta, ma puoi scegliere di farti aiutare.