Piccolo pronto soccorso per ansiosi

Essere ansiosi non è una scelta, come ho avuto modo di ripetere più volte nei precedenti articoli. Ciò non si significa assumere un atteggiamento passivo nei riguardi dell’ansia e in ciò che la scatena.
Esistono infatti alcune piccole strategie che possono essere messe in atto per affrontare e gestire l’ansia nel qui ed ora, un vero e proprio “piccolo pronto soccorso per ansiosi”. Immaginiamo di avere a disposizione una cassettina con rimedi per placare l’emergenza, considerando ovviamente la possibilità di richiedere un aiuto professionale nel caso in cui l’ansia sia presente da molto tempo e/o sia in quantità tale da limitare la vita quotidiana. Cosa potremmo mettere al suo interno?

rawpixel-780506-unsplash.jpg

  • Respiri. Tanti, lunghi, profondi.
    L’affanno, insieme al batticuore, è uno dei sintomi più frequenti nelle condizioni di ansia. Imparare a respirare consapevolmente, focalizzandosi ad esempio su inspirazione-respirazione, migliora la quantità di ossigeno presente nel sangue e invia al cervello ( e al resto del corpo) un segnale di distensione.
  • Parole di conforto: il self-talk positivo.
    Parlare a se stessi è difficile, soprattutto perché tendiamo a essere giudici severi di noi stessi. Nei momenti d’ansia abbiamo bisogno di ricordarci ciò che di buono siamo, le nostre risorse e i nostri punti di forza. Può essere di aiuto avere una raccolta di frasi da portare con sé e da rileggere al momento del bisogno.
  • Persone affettuose su cui contare.
    Avere una rete di persone fidate, amorevoli e confortanti con cui chiacchierare, mangiare insieme, andare al cinema o fare sport è un potente antidoto per l’ansia.
  • Piccole – grandi sfide
    L’immobilità va a braccetto con l’ansia, l’azione invece la contrasta. Sfidare un pensiero ansioso significa considerarlo da un punto di vista oggettivo, togliendo cioè gli scenari catastrofici  e aggiungendo quelli neutri o positivi.
  • Pratiche di rilassamento
    Attività quali la meditazione e lo yoga insegnano a vivere il presente, distogliendo la mente dalle preoccupazioni per il futuro e dai rimorsi del passato. Oltre alla mente ne beneficerà anche il corpo.
  • Momenti di pausa
    Viviamo in un’epoca frenetica in cui i tempi sembrano essere sempre troppo ristretti per la quantità di cose che dobbiamo fare: ciò contribuisce ad aumentare i livelli di ansia. Imparare a distribuire le scadenze e a inserire dei momenti in cui rigenerarsi è un buon modo per riportare un po’ di calma nei propri ritmi.
  • Accettazione di sé
    Nessuno è perfetto, chiariamolo subito. Siamo degni della nostra stessa stima anche se abbiamo l’ansia: non significa rassegnarsi, bensì imparare a volersi bene nei pregi e nei difetti.

 

E se questo non basta, aggiungiamo un terapeuta con cui instaurare una relazione di fiducia e di alleanza, lavorare insieme sulle cause dell’ansia , sui fattori che la scatenano e sulle strategie per gestirla: prenota ora il tuo colloquio.

 

Giornata Nazionale della Psicologia – Studi aperti e colloqui gratuiti

Il 10 ottobre torna la Giornata Nazionale della Psicologia, organizzata dall’ Ordine Nazionale degli Psicologi e patrocinata dal Ministero della Salute:

verticale

 

La GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA, giunta quest’anno alla terza edizione, patrocinata dal Ministero della Salute, ha lo scopo di valorizzare e far conoscere maggiormente ai cittadini e alla comunità le potenzialità della Psicologia come scienza e come professione.

La Giornata si celebra il 10 ottobre, coincidente con la Giornata Mondiale della Salute Mentale e sono previste iniziative su tutto il territorio nazionale per tutta la settimana che include tale data.

Ogni anno il CNOP organizza eventi di carattere nazionale e promuove la pubblicizzazione della campagna con video dedicati, attraverso mass media, social e testimonial, mentre gli Ordini organizzano eventi sul proprio territorio. Nel 2017 sono stati oltre 213.

In questo ambito si colloca l’iniziativa STUDI APERTI, come occasione per favorire l’incontro tra i professionisti e gli utenti.

Io parteciperò offrendo un primo colloquio conoscitivo gratuito nelle giornate dell’ 8-9-10 ottobre. Potete contattarmi attraverso i recapiti presenti in questa pagina.
Vi aspetto!

Un pacchetto agevolato per gli studenti del Politecnico di Torino

Il post di oggi è dedicato ai futuri ingegneri del Politecnico di Torino: se avete meno di 30 anni potete usufruire di un pacchetto a voi dedicato, composto da 4 colloqui al costo complessivo di 200 Euro.
Per maggiori informazioni e prenotazioni:
– Tel. / WhatsApp 3454551671
– compilare questo modulo (NB, inserite dati reali altrimenti non posso rispondervi! 😉 ho molto a cuore il rispetto della privacy quindi non vi  invierò mai spam di alcun tipo)

(oh my gifts!) (4).jpg

La passione per i Mondiali di Calcio spiegata dalla psicologia

I Mondiali di Calcio 2018 purtroppo non vedono il coinvolgimento della Nazionale Italiana di Calcio, ma per gli appassionati di questo sport si tratta comunque di un appuntamento imperdibile.

wc-russia-2018

Ad ogni modo, resta interessante osservare come intere nazioni si riuniscano a tifare per la stessa squadra, mettendo in atto comportamenti distanti anni luce da quelli tenuti nella vita di tutti i giorni. Cori, balli, parrucche colorate e trucco patriottico: vediamo quali sono i principali meccanismi psicologici alla base della “febbre da tifo”, in un articolo condiviso dall’ APA- American Psychological Association 

1. Perché tornei per nazioni come i Mondiali e gli Europei riescono a coinvolgere persone normalmente disinteressate al calcio?

Questo cambiamento di atteggiamento ha a che fare con un cambiamento dell’identità sociale.  Le identità sociali sono aspetti della nostra personalità che fanno riferimento al nostro ambiente sociale, ad esempio la nostra nazionalità, l’azienda per cui lavoriamo, un’associazione di cui siamo membri… Tendiamo a provare più simpatia nei riguardi  delle persone che condividono  con noi un’ identità sociale (il cosiddetto ingroup), meno con chi appartiene ad altre (il  cosiddetto outgroup ), anche se non le conosciamo singolarmente. Possiamo trovare esempi di questo fenomeno anche tra i fan delle band musicali.

Abbiamo diverse identità sociali quindi, e ci comportiamo in maniera diversa a seconda di quale è quella “attiva” al momento. Durante i Mondiali l’identità sociale che riguarda l’appartenenza alla propria nazione diventa molto forte: anche le persone che normalmente non seguono il calcio si sentono molto motivate ad essere positive nei confronti del proprio paese e della propria squadra. Inoltre, hanno maggiori probabilità di essere negative nei confronti di altre squadre. Ne sono un esempio le barzellette e gli sfottò tra italiani e francesi…

2. Perché quando gioca la Nazionale urliamo, cantiamo e balliamo come normalmente non faremmo?

La presenza di altre persone intorno a noi può condurci alla “deindividuazione”: ci si unisce a una folla e si diventa anonimi, a maggior ragione se indossiamo tutti una maglietta dello stesso colore.

La deindividuazione rende più probabile agire in un modo appropriato alle norme del gruppo piuttosto che alle proprie stesse norme. In una folla di tifosi, le norme prevedono un tifo urlato, cori e inni. Non sempre il risultato è negativo: i tifosi di Giappone e Senegal hanno ripulito gli spalti a fine partita!

3. Perché siamo molto critici verso la squadra del nostro Paese e invece ce la prendiamo se a criticarla è qualcuno di un’altra nazione?

Ragionando ancora in termini di identità sociale, quando riceviamo una critica “outgroup” siamo più sensibili e veniamo colpiti in maniera negativa, a prescindere dalla qualità dell’osservazione che ci viene mossa. Viceversa, siamo più tolleranti nei riguardi delle critiche “ingroup” perché le recepiamo come più costruttive.

 

4. Ma quindi il tifo per la nostra Nazionale ci rende ostili verso gli altri?

In realtà no, e ancora una volta ce lo spiegano le identità sociali: i tifosi della Germania, dell’Italia e della Francia hanno in comune l’identità “tifosi di calcio”.  Rivalità a parte, l’idea di essere tutti amanti del calcio e appassionati dei Mondiali può unire persone di nazionalità diverse, aumentando il fair play. Un esempio? I tifosi rivali consolano il piccolo Aleks, in lacrime dopo la sconfitta della sua squadra.

…che vinca il migliore! 😉