Non si può piacere a tutti

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Un vecchio faceva il cammino con il figlio giovinetto. Il padre e il figlio avevano un unico piccolo asinello: a turno venivano portati dall’asino ed alleviavano la fatica del percorso. Mentre il padre veniva portato e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti li schernivano: “Ecco,” dicevano “un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto”. Il vecchio saltò giù e fece salire al suo posto il figlio suo malgrado. La folla dei viandanti borbottò: “Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito”. Egli, vinto dalla vergogna, costringe il padre a salire sull’asino. Così sono portati entrambi dall’unico quadrupede: il borbottìo dei passanti e l’indignazione si accresce, perché un unico piccolo animale era montato da due persone. Allora parimenti padre e figlio scendono e procedono a piedi con l’asinello libero. Allora sì che si sente lo scherno e il riso di tutti: “Due asini, mentre risparmiano uno, non risparmiano se stessi”. Allora il padre disse: “Vedi figlio: nulla è approvato da tutti; ora ritorneremo al nostro vecchio modo di comportarci”.
( “Favole” di Esopo – “Il contadino, il figlio e l’asino”)

La morale di questa favola  è molto semplice: non possiamo piacere a tutti. Ognuno ha il suo punto di vista e troverà sempre qualcosa da ridire. C’è chi lo fa con cattive intenzioni, chi invece tende a giudicare a prescindere dalla malafede. Cercare di compiacere tutti significa privarsi della libertà di essere noi stessi: sacrifichiamo la nostra identità plasmandola a misura di chi abbiamo di fronte.
Sta di fatto che non possiamo comandare i pensieri altrui; concentriamoci pertanto sui noi stessi e su come rispondiamo alle critiche.

Innanzitutto, non partiamo dal presupposto che verremo sempre e comunque mal giudicati. Spesso siamo noi i  nostri più feroci e impietosi critici.
Concentriamoci sulle nostre risorse.
Se ravvisiamo una debolezza, pensiamo a come usarla a nostro vantaggio. Spesso vediamo i difetti come tali perché li paragoniamo a una media che riteniamo essere l’ideale.
Circondiamoci di persone positive: le loro osservazioni saranno costruttive e non distruttive.
In generale, impariamo a usare le nostre energie sui noi stessi e non disperdiamole cercando l’approvazione di tutti.

Cercare di compiacere gli altri può essere una modalità che abbiamo appreso da piccoli o in risposta a un evento importante della nostra vita. Ciò può influire negativamente sulla nostra autostima e sulle nostre modalità di vivere le relazioni.
Se tutto ciò ci arreca sofferenza e rende difficoltosa la nostra quotidianità, parlarne con uno psicologo può essere utile per capire cosa succede e trovare insieme delle nuove soluzioni per stare meglio.

(Ti consiglio di leggere anche questi approfondimenti sull’insicurezza in amore , sulle preoccupazioni per il proprio aspetto fisico e sull’autocriticismo)

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