Benessere e creatività: una spirale di energia positiva

Quando intraprendiamo un’attività creativa, una delle motivazioni principali è che ci fa stare bene. Che si tratti di suonare, cucinare, ricamare, dipingere…spesso ciò che ci interessa realmente non è tanto la qualità del risultato, quanto più le sensazioni positive innescate da queste azioni.

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A stabilirlo in maniera più scientifica ci ha pensato una ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’ Università di Otago  ( Nuova Zelanda)  che ha coinvolto 658 studenti universitari. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un diario della durata di 13 giorni in cui registrare esperienze ed emozioni.
I ricercatori hanno riscontrato che gli studenti si sentivano più entusiasti del solito nei giorni successivi a esperienze creative. Questa condizione è stata definita flourishing , cioè un “rifiorimento” che permette di funzionare in maniera positiva, sviluppandosi al meglio delle proprie possibilità.
Le attività svolte erano di vario tipo: comporre canzoni, scrittura creativa, lavoro a maglia e all’uncinetto, cucinare, dipingere, colorare, composizione grafica, suonare,…

La dottoressa Tamlin Conner, coordinatrice di questo studio, sottolinea come già in letteratura ci sia una certa evidenza sui collegamenti tra emozioni e creatività. In questo caso si è riscontrato che non sono tanto le emozioni positive ad aumentare la creatività, bensì sarebbe l’esperienza creativa ad incrementare il benessere dei giorni successivi. Si tratta di un insieme di gioia, felicità, coinvolgimento, eccitazione ed entusiasmo. Ovviamente un simile stato d’animo può predisporre a un incremento di creatività, anche se, come abbiamo visto, il legame non è diretto: per questo i ricercatori parlano di “spirale” del benessere e della creatività.

Quali sono le attività che vi fanno stare meglio? 
Quali sensazioni positive sperimentate successivamente?
…Se vi va, rispondete con un commento qui sotto!

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La paura del dentista: tra genetica e odontofobia

Diciamoci la verità: andare dal dentista non è esattamente una delle gioie della vita; al tempo stesso è un importante appuntamento per la nostra salute. Che si tratti del controllo di routine o – ahinoi!- di un’emergenza , evitare di andarci potrebbe peggiorare la situazione. In molti casi la paura nasce da esperienze negative passate, ad esempio cure dentali cui siamo stati sottoposti durante l’infanzia.
Finché la situazione è comunque gestibile e , seppur di malavoglia, riusciamo ad andarci, ci limitiamo a parlare di paura.
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Secondo una recente ricerca, sembrerebbe che tale paura possa avere anche una causa genetica. Lo studio, a cura dei ricercatori della West Virgina University Cameron Randall e Daniel McNeil  dimostra che la paura del dolore, correlata ma separata dalla paura del dentista,  è ereditaria. Si tratta di una scoperta che potrebbe contribuire a una maggior consapevolezza da parte dei professionisti della salute dentale di ciò che fa più paura ai loro clienti e di cosa fare per poterli rassicurare maggiormente.
Esiste invece una fobia vera e propria, catalogata anche dall’ OMS, che si chiama odontofobia. Avere una fobia significa sperimentare un’intensa paura (anche con attacchi di panico) nei riguardi di una situazione, un oggetto, un evento specifico: in questo caso si tratta del dentista e tutto ciò che lo riguarda. Si stima che ne soffra circa il 15-20% della popolazione.
L’odontofobico razionalmente sa benissimo che la sua paura è sproporzionata ma non può fare a meno di angosciarsi e di mettere in atto una serie di strategie di evitamento quali:
  • rimandare le visite di controllo;
  • in caso di emergenza, evitare di prendere appuntamento tentando di automedicarsi (assumendo per esempio antidolorifici);
  • fissare l’appuntamento e non presentarsi;
  • abbandonare la sala d’aspetto prima del proprio turno;…
Questi comportamenti rischiano di far peggiorare il problema, con il rischio di provare ancora più dolore e andare incontro a complicazioni (pensiamo ad esempio a un’infezione trascurata nel tempo).
Se per cause di forza maggiore si trova lo stesso sulla poltrona del dentista, chi soffre di questa fobia potrà provare un’angoscia così forte da sentire sintomi fisici di una certa importanza come tachicardia, tremori, sudorazione, iperventilazione,… Non solo questo stato aumenta la percezione di allarme e quindi l’angoscia, ma può far sì che ogni manovra del professionista venga percepita come estremamente dolorosa. Ad esempio, si sentirà dolore al solo udire il rumore del trapano, anche se non si è stati nemmeno sfiorati; si avrà una rigidità muscolare tale da rendere più difficile il trattamento, e  così via…
Per affrontare la paura del dentista possono essere messe in atto alcune strategie:
  • affidarsi a un dentista di fiducia con cui condividere le proprie paure;
  • porre domande sulle varie fasi del trattamento, chiedendo che tipo di sensazione sarà avvertita ( stringere, premere,…)
  • programmare, laddove possibile, le sedute con un certo anticipo e farsi spiegare bene cosa verrà fatto e come;
  • informarsi con lo specialista sulle tecniche per diminuire il dolore e sulla possibilità e opportunità di usare anestesie a seconda del lavoro da svolgere;
  • farsi accompagnare da una persona cara all’appuntamento;
  • confrontarsi in maniera sana con chi ha già svolto trattamenti simili e può rassicurare, evitando i pareri di chi cerca solo di spaventare;
C’è da dire che ormai la gran parte dei dentisti ha una formazione specifica sulla gestione dell’ansia nei pazienti: non c’è nulla di vergognoso nel comunicargli le proprie paure, anzi! Un professionista adeguatamente formato descrive spontaneamente le caratteristiche di ogni cura, concordando col il paziente un segnale di “stop” con cui fermarsi immediatamente (di solito è un cenno della mano).
Se questi accorgimenti non bastano e/o si è in presenza di una vera e propria fobia, è opportuno considerare l’ipotesi di rivolgersi a uno psicologo. Insieme si lavorerà sulle origini del problema, sulle strategie per affrontarlo e sulle tecniche di rilassamento da praticare in prossimità della seduta dal dentista. Per prenotare un appuntamento presso il mio studio a Torino ( o per chi fosse impossibilitato, una consulenza online), potete telefonare al numero 3454551671 o scrivermi dal modulo presente in questa pagina.
Ho personalmente sperimentato per anni la paura del dentista, purtroppo a causa di brutte esperienze pregresse. Anche io mettevo in atto alcune delle strategie sopra citate, come saltare i controlli di routine (peggiorando sicuramente alcuni problemi che sarebbero stati di lieve entità se trattati in tempo!!).
Da qualche mese a questa parte sto seguendo un ciclo di cure presso un centro con professionisti preparati, comprensivi e molto empatici. Quasi ridendo li ho messi al corrente dei miei timori, credendo di fare brutta figura proprio in virtù della mia professione! Invece non solo sono stata accolta, ma sono stata rassicurata e in ogni seduta so già cosa succederà e che in caso di disagio posso chiedere una pausa.
Non solo le mie paure sono praticamente scomparse, ma in un paio di sedute ho persino rischiato di addormentarmi sulla poltrona, tale era la mia condizione di rilassamento!
…sconfiggere le proprie paure è un’esperienza bellissima e rinvigorente 🙂