Sulla sedia del paziente

Qualche giorno fa avevo una questione che mi preoccupava: in sé non era nulla di grave ma sentivo che mi mancava la tranquillità per valutarne con calma i vari aspetti.
Ci ho pensato lungo il tragitto verso il mio studio, dove sono arrivata carica di pensieri e punti interrogativi.
Ho aperto la porta, appoggiato la borsa e sistemato un po’ di cose nella stanza.
Dopo pochi minuti, quasi come un automatismo, mi sono seduta sulla sedia su cui faccio solitamente accomodare i pazienti. Mi sono detta , scherzosamente, “chissà che non mi venga un’ intuizione!“. In effetti, dopo un averci pensato un poco ho trovato la soluzione al problema che mi stava dando da pensare.

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Questo piccolo episodio mi ha dato modo di riflettere su quali possano essere i vissuti di chi si accomoda su quella sedia. Metaforicamente, è un contenitore di aspettative, timori, ansie, preoccupazioni per il futuro, dubbi su se stessi, pensieri, fatiche e perplessità.
Mi piace pensare che rialzandosi, i miei pazienti lascino andare via un po’ alla volta le emozioni negative per riscoprirne altre positive, liberandosi di pesi e fardelli.

 

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Un nuovo approccio per la perdita di peso: accetta la sfida!

Chi è stato a dieta almeno una volta nella vita se ne sarà già accorto: spesso è più facile perdere  i kg in eccesso che mantenere il peso forma raggiunto nel tempo. Questo è dovuto a un misto di perdita di motivazione, difficoltà a trovare nuovi stimoli e  mancanza di alternative con cui fronteggiare gli stimoli che invogliano a un cattivo stile di vita.

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Obesity esisterebbe una nuova strategia per affrontare queste insidie: un trattamento che, oltre alle indicazioni su dieta e attività fisica, permetta alla persona di “agganciare” la perdita di peso al conseguimento di un obiettivo personale più forte e importante.

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Questo approccio si chiama Acceptance-based behavioral therapy e si basa appunto sull’accettazione di una serie di piccoli- grandi traguardi rilevanti per l’individuo. Alcuni esempi sono il  poter indossare un certo abito per una festa, raggiungere il proprio appartamento utilizzando le scale al posto dell’ascensore, mantenersi sani e attivi per poter essere dei nonni presenti per i propri nipoti.

Una volta individuata la “sfida”, è fondamentale lavorare sulla consapevolezza delle difficoltà che verranno. I comportamenti necessari alla perdita di peso – dieta, esercizio fisico,…- inevitabilmente producono un iniziale malessere. Si tratta di rinunciare all’urgenza di mangiare quel dolce che avrebbe funzione consolatori, trovare il tempo e la voglia di fare attività anziché starsene sul divano a guardare un telefilm, affrontare le sensazione di deprivazione, stanchezza, rabbia, sfiducia.

Il terzo punto riguarda l’apprendimento di nuove strategie per comprendere quali siano gli stimoli che possono potenzialmente innescare un comportamento malsano, come ad esempio mangiare una vaschetta intera di gelato per contrastare la tristezza. Individuati i fattori scatenanti, insieme al terapeuta si cercano nuove soluzioni più sane per imparare a gestirli.

Stai cercando un supporto psicoterapeutico da affiancare al tuo percorso di perdita di peso? Vuoi imparare a gestire le emozioni non più con il cibo? Prenota un colloquio presso il mio Studio a Torino telefonando al numero 3454551671 oppure scrivendo da questo modulo.