Fare i conti con la frustrazione

Dicesi frustrazione :


[dal lat. frustratio –onis «delusione», der. di frustrare «frustrare»]. – 1. Sentimento di chi ritiene che il proprio agire sia stato o sia vano: provare un senso di frustrazione2. In psicologia, condizione di tensione psichica determinata da un mancato o ostacolato appagamento di un bisogno; può avere cause esterne, o interne.

Da questa ottima definizione della Treccani possiamo dedurre che alcune cause di frustrazione possono essere controllate, altre meno.

Photo by Andre Hunter on Unsplash

Per esempio, mentre sto elaborando questo post sto provando frustrazione perché i lavori del vicino e la linea internet ballerina influiscono negativamente sulla mia concentrazione. Come posso intervenire?
– I lavori stanno seguendo le regole, ho messo gli auricolari e avviato una playlist “brain power per non farmi innervosire oltre dai rumori;
– ho contattato l’operatore telefonico, comunicando i rallentamenti sulla linea. Hanno preso in carico la mia segnalazione ma non verrà risolta in tempi brevi. Sto scrivendo il mio articolo offline, in attesa di avere una connessione più stabile per caricarlo sul blog.

Queste sono le soluzioni che ho messo in campo io; non saranno le migliori in assoluto ma sono quanto di più rapido mi sia venuto in mente. Fare è meglio che disperare, dicevano gli anziani.

Ovviamente esistono tutta una serie di frustrazioni sulle quali non possiamo intervenire direttamente. Pensiamo a quelle di tipo sentimentale: “lui/lei non mi vuole“. C’è poco da fare in questo caso, se non accettare che:

La frustrazione può anche insegnarci qualcosa su noi stessi e sull’importanza che attribuiamo agli eventi: toppa? Poca? Troppo poca?
(NB, potrebbe esserti utile anche un piccolo esercizio di scrittura espressiva).

La prossima volta che ti sentirai un po’ frustrato/a prova a vedere la situazione con altri occhi. Parti da una visione di insieme e dall’esterno, per poi scendere nel particolare.
C’è qualcosa che avresti voluto fare e che non hai fatto?
Avresti oggettivamente potuto farla?
Su che cosa puoi focalizzarti adesso?
Cosa hai imparato per la prossima volta?

La frustrazione può avere radici profonde e pervadere la tua quotidianità. Possiamo affrontarla insieme: prenota ora il tuo colloquio – in Studio o in da remoto – contattando i recapiti presenti in questa pagina.

Per tentativi ed errori. Storie di croissant ( e di vita quotidiana)

Come tanti italiani ho dedicato parte della mia permanenza casalinga a impastare e infornare. Dopo le ondate di pane e pizza, la scorsa settimana ha preso piede la moda del croissant autoprodotto.
Cosa ci vuole? Mi sono detta. Li hanno fatti tutti , Facebook è pieno di foto. Gente che fino a ieri non sapeva sbattere un uovo senza si è riscoperta pasticcera , se mi ci metto io li faccio anche a occhi chiusi , puff!
Prendo la ricetta che stava girando in quel momento sui social, quella perfetta dal successo garantito. Croissant belli e buoni come al bar, dicevano. Non ne farai più a meno, anche quando i bar saranno riaperti, dicevano. Te li chiederanno amici e parenti, dicevano.
Ecco il  tristissimo risultato:

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Il primo tentativo di croissant: un mignon in cemento con spolverata di  zucchero a velo.

Non so che bar frequentassero gli autori della ricetta…forse una ferramenta? Sono venuti fuori dei mignon di cemento amato: per pudore non ho fotografato l’interno. I più esperti mi hanno detto che probabilmente la lievitazione non è partita. Tipo i treni regionali che quando arrivi in stazione scopri essere stati soppressi? Più o meno. Avevo seguito la ricetta pedissequamente ma non era bastato.
Forse era un segno del destino o il karma riservato ai terapeuti dei disturbi del comportamento alimentare?

Avevo dinanzi a me una scelta: mettere definitivamente una croce sui tentativi presenti e futuri di qualunque-cosa-come-al-bar oppure riprovare.

Secondo risultato:

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Questo sì che mi ricorda il “mio” bar: si vedono anche le sfoglie! E sì, mi piace lo zucchero a velo ( mea culpa!)

Che cosa mi ha insegnato questa esperienza di vita domestica?

  1. Anche se una ricetta funziona con il 99% della popolazione, tu potresti rientrare nel residuo 1%. Vale dentro e fuori la cucina: lavoro, vita, relazioni,…
  2. Evita di darti per sconfitto/a se appartieni a quella minoranza. Puoi controllare le cose fino a un certo punto, come per la lievitazione.
  3. Ritenta, semmai cambiando ricette, contesti, ingredienti, persone,…
  4. Alcune cose a prima vista possono sembrare difficili: vai oltre la prima impressione.
  5. Il punto 4 vale anche viceversa.
  6. Quando ci riesci, la soddisfazione è impagabile.
  7. Il concetto di “croissant” come al bar non è uguale per tutti!

 

Nelle prossime settimane riprenderò gradualmente l’attività in Studio, compatibilmente con le normative vigenti. Attualmente rimane attiva l’opzione di prenotare una consulenza telefonica o in videoconsulenza. Per informazioni sulla data di riapertura e per prenotare il tuo colloquio, scrivimi tramite i recapiti presenti in  questa pagina.

La tombola dell’autostima

“Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”
– Eleanor Roosvelt

Semplice a dirsi, meno a farsi: quando abbiamo una scarsa autostima , ci sentiamo inferiori a prescindere. Le persone care possono ripeterci fino allo sfinimento quanto valiamo ma ogni parola ci sembra vana retorica.

L’autostima è il valore che attribuiamo a noi stessi confrontando ciò che vorremmo essere con ciò che realmente siamo , sulla base di parametri interni e sociali.
Se questa discrepanza tra “Sé ideale” e “Sé reale” è marcata, siamo in presenza di bassa autostima.

La buona notizia è che su questa discrepanza si può lavorare, in maniera più o meno intensiva a seconda dei casi.
Ho pensato a una raccolta di consigli in forma di gioco: nasce così l’idea della Tombola dell’autostima. Ogni settimana sulla mia pagina Facebooksvelerò una casella diversa; intanto potete salvare il tabellone anche qui sotto:

White Self-care Bingo Advocacy Interactive Instagram Story
Scarica e condividi la tua Tombola dell’Autostima!

 

Vorresti lavorare sulla tua autostima? Ti ricordo che la mia attività professionale continua anche a distanza. Se vuoi prenotare con me un appuntamento telefonico o tramite videochiamata puoi contattarmi ai recapiti presenti in questa pagina.

Posa quel guscio, non sei Calimero!

Ecco, siamo quasi a fine gennaio e ancora la tua vita non è cambiata.
Scommetto che avevi riposto tutte le tue speranze nel 2020, per poi scoprire che trattasi di anno bisestile (o meglio bisesto e quindi funesto).
Hai passato l’ultimo trimestre del 2019 a convincerti che la svolta sarebbe arrivata così come si cambia un calendario appeso alla parete.
A quanto pare non è successo nulla nemmeno quest’anno, eppure ci hai sperato un po’ più del solito visto che coincide con l’inizio di un nuovo decennio.

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Se ti ritrovi in queste frasi, continua a leggere: il mio primo post del 2020 ( quindi sì, anche del nuovo decennio) è dedicato ai calimeri.
Definisco Calimero colui/colei che si piange addosso e fa del vittimismo il suo alibi.
( NdA, di per sé Calimero è un pulcino molto carino e da piccola seguivo una sua serie animata, quindi nulla di personale!)

Dicevamo, dunque, che la tua vita non è cambiata nemmeno stavolta. Stai fissando il cielo con il naso all’insù domandandoti se prima o poi arriverà il segno che aspettavi. Siccome non arriva nulla da nessuna parte ti sei messo un bel guscio rotto in testa e te la prendi con il mondo: nessuno ti capisce , nessuno ti ama, nessuno ti ascolta, …
Sei così preso dalle lamentele che nemmeno ti accorgi che qualcuno c’è ma il tuo vittimismo fa fuggire tutti a gambe levate. Non decidi di fare nulla di nuovo perché tanto ogni iniziativa è destinata al fallimento. Fai sempre le stesse cose, negli stessi posti e con le stesse persone: non ti sta bene ma almeno hai la certezza della lamentela. Perché rischiare di introdurre un elemento di novità se tanto tutto è destinato ad andare male?

La passività è nemica del cambiamento. Non c’è nessun’altra svolta a parte quella che deciderai tu. Soltanto quando smetterai di impiegare tutte le tue energie a lamentarti potrai fare qualcosa per il tuo bene. Ti farebbe piacere avere a che fare con una persona che vede sempre tutto nero e non si accorge di quello che ha? Ti sei risposto da solo.
Posa quel guscio, non sei Calimero!

Se ti senti un po’ Calimero e hai deciso di dare attivamente una svolta alla tua vita, puoi chiedermi informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), tramite i recapiti presenti in questa pagina