Sentire per la prima volta a 40 anni: un filmato emozionante

Oggi mi sono imbattuta in questo filmato che sta facendo il giro del web.
Joanne Milne è una donna inglese che ha vissuto per 40 anni letteralmente nel silenzio: sorda dalla nascita a causa di una malattia chiamata “sindrome di Usher”, per la prima volta riesce a sentire grazie a un doppio impianto cocleare.

Il filmato è stato girato da un’amica, e vede Joanne emozionarsi mentre la sua dottoressa inizia a parlarle elencandole i giorni della settimana.

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IL CORPO CI PARLA: IMPARIAMO AD ASCOLTARNE I SEGNALI Evento gratuito a Torino

La salute  è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale (definizione dell’OMS).
Viviamo in un’epoca frenetica, ricca di tensioni, agitazioni…stress.
Accade così che il corpo ci invii dei segnali di “allarme”, chiedendoci di ascoltarlo e fermarci per un momento. Spesso però non li interpretiamo correttamente e cerchiamo di metterli a tacere, anche utilizzando medicinali.
Questo è ciò che può accadere in situazioni di ansia, panico e disturbi psicosomatici.

 

OTRAS (3)

Nel corso dell’incontro parleremo dei legami corpo-mente e di come ascoltare correttamente questi segnali, introducendo anche alcune tecniche di rilassamento e training autogeno. Alterneremo brevi esposizioni teoriche a momenti di interazione e di dibattito con i partecipanti.

 

l’incontro è a partecipazione GRATUITA e si terrà
lunedì 31 marzo 2014
h 17:00/18:30
presso SUPERCIBARIUS
Via Domodossola 9,Torino (pressi P.zza Rivoli)
evento Facebook

21 marzo: Giornata Mondiale Sindrome di Down

Oggi si celebra la IX Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down:

L’evento, ufficialmente celebrato in tutti i paesi del mondo a partire dal 2006 è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2011. L’Onu ha invitato gli stati membri, a partire dal 2012 ad osservare questa giornata per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica globale sulla sindrome di Down.

Dal 2011, Down Syndrome International (DSi) ha coordinato il sito della WDSD e la WDSD Global Video Event “Let Us In!”. Nel 2012, DSi ha organizzato la prima Conferenza WDSD tenutasi presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Lo scorso anno il tema lanciato è stato quello del diritto al lavoro, quest’anno quello relativo all’accesso alle cure sanitarie.

(fonte: AIPD)

In Italia la Giornata è promossa da CoorDown-Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, che per l’occasione ha  prodotto il breve filmato #DearFutureMom:

15 attori e attrici con sindrome di Down rassicurano una futura mamma: loro hanno una vita felice, come potrà averla suo figlio.

Dal selfie al chirurgo plastico: l’insicurezza corre sui social

Se siete un po’ avvezzi al linguaggio da internauti, saprete che una delle mode cibernetiche del momento è il “selfie”, cioè l’autoscatto pubblicato sui vari social: Instagram, Twitter, Facebook…

Il "selfie" di Elle Degeneres agli Oscar 2014, una delle immagini più condivise del momento
Il “selfie” di Elle Degeneres agli Oscar 2014, una delle immagini più condivise del momento

Narcisismo, semplice vanità o adattamento alle mode, i motivi per postare un autoscatto possono essere talmente tanti che è inutile farne retorica. Interessante è invece considerare, per quanto non in senso assoluto, gli effetti di questa tendenza.
Sembra infatti che la moda del selfie stia modificando il modo con cui le persone, soprattutto i giovani, si vedono. Una ricerca dell’ American Academy of plastic and Reconstructive Surgery ha rilevato un incremento del 10% in un anno delle richieste di piccoli interventi estetici al volto, in particolare da parte degli under 30. L’aumento maggiore si è registrato per rinoplastica (+10%), trapianto di capelli (+7%) e lifting alle palpebre (+6%).

Edward Farrior, presidente dell’Accademia, commenta così i dati:

I social network hanno creato nuovi complessi estetici ed un occhio molto più severo verso la propria immagine perché chi usa questi mezzi ritiene che il primo impatto visivo sia fondamentale per fare amicizia, intraprendere relazioni romantiche o per motivi professionali.

Spesso i difetti sono percepiti come tali solo dal diretto interessato, fino a volerli correggere.
Ma chi è che stabilisce cosa è nella norma e cosa è “difettoso”? 😉

Quando la rabbia fa “vedere rosso”

Si suol dire che chi è arrabbiato “vede rosso” : a quanto pare non sarebbe solo un modo di dire.

Un recente studio pubblicato sul Journal of Personality ha voluto verificare l’esistenza di legami tra il colore rosso e i livelli di ostilità interpersonali.
Dai risultati è emerso che le persone con alti livelli di ostilità mostravano una maggior preferenza per il rosso ed erano portati a vederlo più frequentemente in immagini dove erano presenti altri colori in parti uguali.
Questa ricerca è un interessante esempio di come i colori siano carichi di significati, non solo estetici.

Il salotto delle mamme presenta “Un mondo a misura di bambino”

Lunedì 24 marzo si terrà un nuovo appuntamento del ciclo di incontri “IO & MAMMA- Il salotto delle mamme”.
Ci confronteremo insieme sul concetto di “mondo a misura di bambino”, prendendo spunto dalle idee di Maria Montessori.

L’incontro si terrà presso il negozio dedicato all’infanzia
designprodigeforkids – via Berthollet 33/A- Torino.
Sono a disposizione due fasce orarie:
14:00-15:30 oppure 17:00-18:30.
Il costo per la partecipazione è di 5 euro a persona.

Per iscriversi:
telefonare ai numeri 3454551671 –  3457001550
mandare una e-mail a studiopsicologiato.ls@gmail.com
rivolgersi direttamente in negozio.

Saranno accettate le iscrizioni pervenute entro il 20 marzo.
La partecipazione è soggetta al numero di partecipanti e verrà tempestivamente comunicata.

Link all’evento su Facebook https://www.facebook.com/events/798929933454744/

Clicca sulla locandina per ingrandirla! 🙂

Un mondo a misura di bambino

Il potere dell’empatia

Sentiamo parlare spesso e volentieri del concetto di empatia, fondamentale all’interno di una relazione di aiuto e cura.
Questo  video ne fornisce una definizione chiara ed efficace. Nasce da un’idea di Brenè Brown, docente e ricercatrice presso l’Università di Houston.

 

Bellissimo,vero? 😉

Giornata mondiale del sonno: piccoli consigli per dormire meglio

Oggi 14 marzo è la Giornata mondiale del sonno.

Quale migliore occasione per farsi una sana dormita?
Certo, a volte prender sonno è davvero molto difficile…vediamo alcuni piccoli accorgimenti:

  1. Vai a dormire solo quando senti realmente di avere sonno: è inutile mettersi in testa di andare a dormire all’ora X, per poi rigirarsi ore e ore nel letto;
  2. Non usare il letto in modo improprio cioè per mangiare, chattare, guardare la tv, lavorare,rimuginare sulle preoccupazioni etc…
  3. Se non riesci a dormire, non importi di stare a letto:alzati e fai un giro per la casa. Torna in camera da letto solo quando hai sonno. Questo procedimento aiuta il cervello ad associare il letto al sonno.
  4. Ripeti il punto 3 finché non riesci ad addormentarti, indipendentemente dall’ora.
  5. Punta la sveglia allo stesso orario tutte le mattine, anche se hai dormito poco: ti aiuterà nella regolazione del ritmo corporeo.
  6. Evita i pisolini durante la giornata: resisti!

(tratto da un articolo precedentemente pubblicato qui, sempre a cura della sottoscritta)

Bruxismo: l’importanza dei fattori psicologici

Un antico adagio recita: “stringi i denti e vai avanti“. Infatti, stringere i denti è uno dei modi con cui il corpo “scarica” la tensione eccessiva derivante da ansia e stress.
Non crediate che gli psicologi ne siano immuni (anzi!) : il mio interesse per l’argomento nasce dall’esperienza personale, avendone sofferto per una causa organica acuitasi in un periodo particolarmente stressante.

La parola BRUXISMO deriva dal greco “brùko”= mordere, divorare, digrignare.  Il bruxismo è una parafunzione, cioè non è una funzione propria della bocca come deglutire, masticare o parlare. Comporta un digrignamento non necessario dei denti, causato dalla contrazione involontaria dei muscoli masticatori.

LE CONSEGUENZE
Le ricadute fisiche del bruxismo non sono da sottovalutare.
I denti si usurano con il tempo, rischiando di spaccarsi. La muscolatura masticatoria, notevolmente affaticata, produce indolenzimenti che possono ripercuotersi su collo, spalle e schiena, provocando ad esempio mal di testa e cervicalgia. A lungo andare posso verificarsi problemi posturali: il corpo tende a “riposizionarsi” in modo da sentire meno dolore possibile.
Da non trascurare  il peggioramento della qualità del sonno: il dolore può essere tale da rendere difficile l’addormentamento o indurre frequenti risvegli. Dormire male incide sulla qualità della vita in generale, aumentando irritabilità, stanchezza o sonnolenza durante l’arco della giornata.

LE CAUSE: FISICHE E PSICOLOGICHE
Le cause del bruxismo possono essere di tipo fisico, come malocclusione o mantenimento di posizioni mandibolari scorrette.
I principali fattori sembrano però essere quelli di origine psicologica: il bruxismo aumenta notevolmente quando la persona vive condizioni di tensione emotiva, affaticamento, ansia e stress. Possiamo perciò affermare che si tratta di una modalità con cui il corpo esprime un disagio psichico, un modo per scaricare le tensioni.

COSA FARE?
Per un intervento efficace sul bruxismo bisogna tenere conto dei livelli fisico e psichico di questo problema.
Per una diagnosi corretta è importante consultarsi con un dentista, che valuterà l’entità del problema ed eventualmente suggerirà l’impiego notturno di un “bite” (una placchetta protettiva che evita lo sfregamento tra i denti e aiuta la mandibola a posizionarsi in maniera adeguata). Il dentista stesso può aiutare il suo paziente a capire quanto il suo problema possa avere un’origine psicologica, per esempio facendolo riflettere sulle circostanze in cui si ritrova a stringere i denti.

In alcuni casi può essere sufficiente allentare un po’ i ritmi di una vita troppo frenetica, mentre in altri c’è un disagio più profondo da trattare, come ad esempio in disturbo d’ansia. Consultarsi con uno psicologo aiuta ad identificare meglio le case, valutando l’eventualità di un percorso specifico.

 

Per approfondimenti:

  • Il bruxismo
  • Eberlein G. , Il libro del training autogeno, Feltrinelli, 1987
  • Compare A., Grossi E., Stress e disturbi da somatizzazione: Evidence-Based Practice in psicologia clinica, Springer, 2012