Se questo è un uomo. Primo Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Piazza Castello, Torino: un vagone per non dimenticare

 

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Candy Crush & co: perché le caramelle virtuali hanno successo

Parla pure, ti ascolto, nel frattempo finisco questo livello di Candy Crush!“: quante volte vi è capitato di sentirvi dire- o pronunciare voi stessi! – questo tipo di frase? Ma soprattutto: cosa avranno di speciale questi giochini  da far dimenticare ai giocatori ciò che li circonda?
Anche i recenti spot mostrano un mondo al confine tra gioco e realtà…

Non hanno nulla di straordinario, e a prima vista il più basico dei Super Mario sembrerebbe più avvincente. Non si vince nulla, alcuni livelli sono talmente ostici da dover scovare filmati con le istruzioni passo passo sul web e….scaricano notevolmente la batteria del dispositivo,
Scagli la prima caramella chi non ci gioca: non ho nessun problema ad ammettere di farlo; in fin dei conti si tratta di un piacevole passatempo, un gioco appunto. Tra una combinazione e l’altra ho provato a pensare a quali caratteristiche ne abbiano decretato il successo:

  • hanno una grafica accattivante, colorata ma senza flash o intermittenze che possano disturbare più di tanto (fino a oggi);
  • ci fanno tornare bambini:  i protagonisti sono caramelle, fruttini , cuccioli con gli occhioni dolci e bolle da scoppiare;
  • creano attesa: le vite finiscono e bisogna attendere che si ricarichino per poter giocare di nuovo.
  • sono social: possiamo giocarci con gli amici, chiedendo e inviando aiuti;
  • ci premiano (virtualmente): il gioco si complimenta con noi a livello superato e possiamo confrontare il punteggio con gli amici;
  • hanno una difficoltà crescente: progredire nel percorso gratifica e procedendo si incontrano nuove variabili;
  • sono periodicamente aggiornati: vengono aggiunti nuovi livelli e funzionalità;
  • possiamo giocarci ovunque: basta avere con sé uno smartphone (e un caricabatterie…)

Ovviamente ciascuno avrà le sue motivazioni specifiche o dirsi: “ci gioco perché mi piace e basta!“.
Detto questo, cosa  fare per evitare che il gioco di turno rischi di prendere il sopravvento, facendoci saltare la fermata della metro o bruciare l’arrosto?
Un semplice consiglio è quello di diminuire l’interazione con le applicazioni. Ciò può essere fatto disattivando ad esempio le notifiche che ci comunicano la ricezione di un aiuto o il ripristino di un set di vite completo. Anche stabilire un tempo massimo di gioco può essere utile, così come decidere di giocare in momenti della giornata in cui non c’è altro da fare o al termine dello svolgimento di un compito.

Se invece il problema è più generale e non riferito nello specifico ai giochi, ecco un approfondimento dedicato alla dipendenza da social network.

 

#JeSuisCharlie

(Gipi, Internazionale)

 

Je so pazzo

Je so’ pazzo, je so’ pazzo
e vogl’essere chi vogl’io ascite fore d’a casa mia.
Je so’ pazzo je so’ pazzo
c’ho il popolo che mi
aspetta
e scusate vado di fretta
non mi date sempre ragione
io lo so che sono un errore
nella vita voglio vivere
almeno un giorno da leone
e lo Stato questa volta
non mi deve condannare
pecché so’ pazzo, je so’
pazzo
ed oggi voglio parlare.
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
si se ‘ntosta ‘a nervatura
metto tutti ‘nfaccia ‘o muro.
Je so’ pazzo, je so’ pazzo e
chi dice che Masaniello
poi negro non sia più bello?
E non sono menomato
sono pure diplomato
e la faccia nera l’ho dipinta
per essere notato.
Masaniello è crisciuto
Masaniello è turnato.
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
nun nce scassate ‘o cazzo!

 

2015

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