I pensieri intrusivi nei DCA. Un articolo per Psicologi Italia

Un pensiero intrusivo negativo assomiglia a una voce estranea e prepotente che ci giudica per qualcosa, non importa quanto fondata.

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Per chi soffre di un  Disturbo del comportamento alimentare (DCA) la battaglia contro questi pensieri è all’ordine del giorno. In un articolo per il portale Psicologi Italia ho individuato tre macro categorie di pensieri intrusivi negativi: controllo, perfezionismo, punizione. Potete leggerlo qui:  Disturbi del comportamento alimentare e pensieri intrusivi negativi.

Per chiedermi ulteriori informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), puoi contattarmi tramite questa pagina

Fame nervosa: parliamone insieme . Evento a Torino

Con l’espressione “fame nervosa” siamo soliti definire ciò che in psicologia chiamiamo “emotional eating“, cioè quell’insieme di comportamenti alimentari in cui si mangia per cercare di gestire un’emozione.

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A questo tema dedicherò il primo evento del 2019 presso il mio studio: parleremo insieme delle cause principali del fenomeno, dei suoi segnali e delle strategie per imparare ad avere un comportamento alimentare più consapevole. Vedremo perché il cibo non è un nemico malvagio e quali meccanismi psicologici si celano dietro il fallimento di molte diete.

Data la capienza della sala, il numero di partecipanti ha un limite massimo.
Questo incontro si terrà sabato 26 gennaio 2019  dalle 15:00 alle 16:30 e avrà un costo di 15 € a persona (Verrà chiesta ulteriore conferma il giorno prima in modo da permettere la partecipazione a chi realmente interessato) .

Per iscrizioni e informazioni:

  • Telefonare o inviare un messaggio WhatsApp al numero 3454551671
  • scrivere tramite il modulo presente in questa pagina

…vi aspetto in Corso Duca degli Abruzzi 42! 🙂

Il paradosso dei buoni propositi

Anno nuovo, vita nuova.
Quanti di voi sono stati tentati e hanno stilato la famosa lista dei buoni propositi? Mangiare sano, iscriversi in palestra, riordinare casa più spesso, etc etc.
Non che io ne sia immune, anzi: stilo continuamente questo genere di elenchi e puntualmente rimangono sulla carta.

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Photo by NordWood Themes on Unsplash

Al contrario di ciò che comunemente pensiamo, il problema non è (solo) la forza di volontà. Diciamocela tutta, spesso in queste liste inseriamo obiettivi quasi dettati da un automatismo, spesso irrealistici. Come si suol dire, ce la cantiamo e ce la suoniamo.

Personalmente, per questo 2019 ho decido di abbandonare questa visione per abbracciarne un’altra più pratica. Ho deciso di scegliere delle macro aree, dividerle in sotto obiettivi  realistici e cercarli di raggiungerli uno alla volta.
Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio lavorativo pratico. Gli scorsi anni di questi tempi buttavo giù una lista della frequenza e dei portali su cui volevo scrivere articoli divulgativi di psicologia, oltre all’aggiornamento di questo blog. Non era nemmeno finito gennaio che già mi rendevo conto che la cosa non era fattibile né in termini di tempo né ( soprattutto) in termini di qualità dei contenuti. Ho capito che per scrivere bene ho bisogno di raccogliere le idee e che la scelta del portale più idoneo avverrà per me ad articolo concluso, valutando di volta in volta la strategie più opportuna. L’unico impegno settimanale che mi prefiggo continuerà ad essere PsicoLinee!

Credo che la medesima strategia si possa applicare ad altre situazioni; prendiamo ad esempio la famosa affermazione “andrò due volte alla settimana in palestra“. Si tratta di un grande classico dei buoni propositi per l’anno nuovo, tant’è che a gennaio le palestre si riempono di iscritti che puntualmente disertano il mese successivo! Questo perché molti si sentono “in dovere” di curare la forma fisica senza domandarsi se è ciò che realmente desiderano e con quali modalità e tempi. Ad esempio, qualcuno potrebbe scoprire che gli è più congeniale concedersi una bella passeggiata al parco, oppure iscriversi a un corso di yoga, in piscina,…

Il mio consiglio è porsi questa serie di domande:

  • è quello che voglio veramente o sento di doverlo fare?
  • quale risultato voglio ottenere?
  • è concretamente realizzabile?
  • è possibile scomporlo in micro obiettivi?

Il tutto tenendo conto che la vita è fatta di imprevisti: ogni buon piano contempla le varianti B, C, D…

Se tra i tuoi buoni propositi del 2019 c’è quello di rivolgerti a uno psicologo, puoi chiedermi ulteriori informazioni e/o fissare un colloquio ( in studio a Torino o, a seconda dei casi, in videoconsulenza), contattandomi tramite questa pagina

 

I 7 nemici della felicità – 7 : la mortificazione della propria felicità

Ben ritrovati e buon 2019!
Con questo post concludiamo la rassegna dedicata ai 7 nemici della felicità, partendo dal una vignetta di Charlie Brown, famoso personaggio dei Peanuts di Charles Schulz:

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Queste poche battute rappresentano in pieno l’essenza della mortificazione della propria felicità. Charlie ha notoriamente paura di essere felice perché dopo qualcosa di positivo arriverà inevitabilmente un evento negativo; la felicità avrà sicuramente il suo prezzo da pagare…Questo timore è ciò che risulta bloccante per molte persone, come una zavorra che impedisce a una mongolfiera di librarsi in cielo. Meglio una nota e consolidata tristezza che un’innovativa e sconosciuta felicità.

Spesso ricordo – a costo di suonare retorica!- che già il solo fatto di svegliarci dopo aver dormito con un tetto sulla testa, alzarci e avere la disponibilità di cibo e acqua potabile dovrebbe renderci felici. Il nostro Charlie Brown ha intorno a sé una famiglia che lo ama (Snoopy incluso), amici e un certo benessere economico che gli permette di andare a scuola, vestirsi, lavarsi, alimentarsi…

Quando non siamo grati per ciò che abbiamo stiamo mortificando la nostra felicità. La sviliamo, rendendola un accessorio di serie B, qualcosa da appoggiare in un angolo e dimenticare subito dopo.

Quando è stata l’ultima volta che hai espresso gratitudine per uno o più aspetti della tua vita? Prendi un quaderno e ogni sera scrivi almeno 3 cose per cui sei grato/a nella tua vita; ripeti questa operazione per 10 giorni e se ti va, commenta qui sotto ( o in privato) come ti senti sentito/a.

Come detto all’inizio della serie, non ho ben chiara una definizione oggettiva di felicità, ammesso che esista. Ognuno in cuor suo ne ha una che gli risuona un po’ di più delle altre ed è giusto che rimanga personale. Ho individuato 7 macro categorie di nemici ma sicuramente potremmo aggiungerne altre: sarò ben lieta di leggere i vostri consigli.

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