Madonna e la bellezza “non convenzionale”

Ieri sera ho assistito ad alcuni minuti dell’intervista alla cantante Madonna durante la trasmissione Che tempo che fa di Rai Tre. A partire dalla promozione del suo nuovo album, si è parlato di arte, libertà e condizione femminile.
Indubbiamente Miss Ciccone è un’icona pop a pieno titolo: camaleontica, carismatica, un vero e proprio animale da palcoscenico.

Ricorrendo ieri la Giornata Internazionale della Donna (sulla quale avrei voluto disquisire in un apposito post ma -ahimè- il tempo non me lo ha permesso), nell’intervista si sono toccati molti temi vicini al genere femminile. Fabio Fazio ha chiesto alla sua ospite se fosse vera la leggenda secondo cui Frida Kahlo avesse rappresentato per lei una musa, un ideale cui ispirarsi, negli anni duri della gavetta. Ovviamente sì, lo è stata. Madonna ha dichiarato di essere attratta dalla sua forza, esplicitata nel suo autoritrarsi con i suoi difetti fisici, dal monociglio ai baffetti. Si tratta di una bellezza “non convenzionale“, che non ha paura di mostrare le sue sofferenze. Si sente molto vicina a lei, perché entrambe hanno lottato per uscire dalle gabbie entro cui erano costrette.

Successivamente si è parlato della passione della cantante per l’arte, mostrando “Andromeda”,  un dipinto di Tamara de Lempicka appartenente alla sua collezione personale (per chi fosse interessato, vi ricordo che dal 19/03 a Torino ci sarà una mostra con le sue opere).

Anche qui, Madonna si è soffermata sulla non-convenzionalità della bellezza della donna quadro, così “voluttuosa“. Ha anche sottolineato la presenza delle catene che le stringono i polsi, come simbolo delle battaglie che le donne devono combattere. Il dipinto rappresenta anche “la mancanza di libertà per gli uomini che non sono eterosessuali“.

Nel corso dell’intervista si sono toccati altri temi, dalla tossicodipendenza ( “non bisogna farsi prendere in giro: l’idea che le droghe possano farci sentire bene è un’illusione. Se diventiamo schiavi della droga, ci faremo solo del male .”) agli attentati di Parigi ( “Ci hanno fatto capire che la libertà non è scontata, ma anche che dobbiamo essere più tolleranti. ” )

Parole molto belle, quindi.  Finalmente la tv (di stato, per giunta!) ospita un’icona pop mondiale che dice alle donne che sono belle anche se al di fuori delle convenzioni e degli stereotipi. Spezzate le catene, uscite dalle gabbie e volate via felici!
Peccato che a dirlo fosse una donna che questi canoni estetici sembra proprio volerli ottemperare tutti. Bellissima donna, per carità, ma nel senso ben convenzionale del termine. Non ho le capacità per affermare se sia rifatta o meno (e onestamente, non mi riguarda) ma più la guardavo, più mi sembrava più giovane in quel momento rispetto ai suoi video degli anni ’80. Un viso pressoché perfetto, un colpo scultoreo.
Di qui a invitarla a presentarsi sul palco in pantofole e pigiamone ce ne passa, ma perché soffermarsi tanto sulla non-convenzionalità di due grandi artiste e, allo stesso tempo, dare un’immagine estetica di sè così stereotipata?

L’intervista di ieri sera è visualizzabile a questo link:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8ca149ea-9394-4f37-8c44-3be3a1f19ab2.html?iframe

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