Sopravvivere al Natale- Pranzi, cene e affini

Le festività natalizie sono contraddistinte da una gran quantità di cenoni, pranzi e vigilie varie. Questo ci porta a trascorrere molto tempo a contatto con il cibo, da commensali o da cuochi. Vediamo qualche piccola strategia per non farsi sopraffare dallo stress natalizio.

Vi spetta l’incombenza di cucinare per amici e parenti? Innanzitutto, assumetevi l’impegno solo se avete tempo e voglia. Se quest’anno sentite di non farcela, declinate e passate la palla a qualcun altro o a un ristorante. Se cucinare vi stressa, offritevi di comprare un panettone.
Organizzate il menù con anticipo: sarà più facile fare una lista degli ingredienti e avvantaggiarsi con le preparazioni . Chiedere aiuto o accettare che gli invitati portino qualcosa non significa affatto che non siete capaci, anzi: potrete concentrarvi meglio su ciò che vi resta da fare.
Sfruttate il web per ricette e tutorial: scegliete piatti con cui avete una certa dimestichezza o che avete avuto modo di sperimentare qualche giorno prima. Non siete sicuri della riuscita di un piatto? Pensate a un piano B.
Tenete a mente che non esiste la cena perfetta e che gli invitati non saranno lì per assegnarvi la stella Michelin (a meno che non siate cuochi stellati…ma in questo caso conoscerete già tutti i trucchi del mestiere!). Il soufflè si è sgonfiato? La maionese è impazzita? Non permettete a un piatto di rovinarvi il Natale! L’atmosfera è data dallo stare insieme, non dalla quantità di ripieno degli agnolotti.

Le festività sono il paradiso dei cibi di conforto: la tavola pullula di cibi grassi, golosi ed elaborati. Davanti a noi si stagliano orde di cioccolatini, pandori e torroncini. Come evitare di cadere in tentazione? O meglio: come evitare di utilizzare il cibo per dare sfogo alle emozioni?
Ascoltare i propri stati d’animo aiuta a contestualizzarli e a trovare strategie alternative al cibo: così facendo avrete meno probabilità di sedervi a tavola in preda alle emozioni.
Non dovete rinunciare a tutto ciò che è golosità, stareste solo peggio (a meno che non abbiate problemi di salute, che è un altro discorso) e vi verrebbe ancora più voglia di ciò a cui avete rinunciato. Piuttosto, scegliete un paio di cibi che amate e mangiateli con gusto, assaporandoli. Questo cambiamento di approccio vi farà mangiare con intenzionalità: sarete voi a scegliere il cioccolatino e non viceversa.

Infine: non tutti si sentono a proprio agio in queste occasioni sociali, soprattutto quando ci si trova a casa di persone che si conoscono da poco e in presenza di molti estranei. In questi casi, prima di buttare giù un drink a stomaco vuoto (e ubriacarvi nel giro di pochi minuti) potete adottare alcune strategie molto più salutari (e meno imbarazzanti!). Respirate a fondo, immaginando una scena rilassante: il vostro corpo sarà già più tranquillo. Vi imbarazza l’idea di parlare con degli sconosciuti? Ricordatevi che sono lì per festeggiare e non per giudicare le vostre capacità oratorie. Intrattenere una conversazione piacevole è possibile se noi per primi siamo liberi da pregiudizi su noi stessi.

…Buon appetito! 😉

Sopravvivere al Natale

Mancano dieci giorni al Natale: ci troviamo in uno dei periodi più stressanti dell’anno. A dirlo non è solo il senso comune, ma un’indagine condotta nel 2008 dall’APA (American Psychological Association).
Le feste infatti nascondono numerosi fattori stressanti che vanno dall’acquisto dei regali alla preparazione di cene, dal ritorno in famiglia al traffico in aumento.

Come sopravvivere dunque al Natale?

Per non farsi sopraffare, un buon punto di partenza è individuare i potenziali fattori stressanti. Provate a pensare a ciò che vi ha stressato lo scorso anno: la cena dalla nonna? Cucinare un pranzo per 20 persone? Comprare il regalo per la zia? E via dicendo.

Affrontare queste criticità una alla volta aiuta a ricollocarle nella giusta prospettiva e a cercare nuove strategie per affrontarle.

Le festività assumono un significato diverso a seconda del contesto, del proprio credo religioso e anche della condizione lavorativa. Chi lavora nel commercio vedrà sommarsi i fattori di stress lavorativi a quelli più prettamente natalizi, ritrovandosi alle prese con ritmi più serrati…e persone più stressate!
Qualcuno tornerà a casa dei genitori o nei luoghi di origine e finirà in un turbinio di cene parentali.
Qualcun altro si troverà più solo, per svariati motivi.
Per quanto sia possibile, provate a pensare alla pausa natalizia come a un momento per prendervi del tempo per voi stessi e per le persone a voi care, tralasciando gli aspetti consumistici e materiali.

Nei prossimi giorni vedremo alcune delle principali fonti di stress natalizio: il prossimo post sarà su bambini e regali.

Presentazione gratuita del laboratorio “…Che ansia!”

Quasi quotidianamente ci imbattiamo (o le prenunciamo) nelle parole STRESS, ANSIA e PANICO, non sempre avendo le idee chiare. Il rischio è di sopravvalutare un problema o al contrario tralasciarlo: dandoci un’etichetta errata ci comportiamo poi i conseguenza.

Per mettere un po’ d’ordine, imparando a riconoscere e a gestire questi tre “paroloni” e ciò che comportano, nasce l’idea del laboratorio “…Che ansia!”. Si tratta di un percorso composto da quattro tappe, pensato per piccoli gruppi. Ogni appuntamento è dedicato a una sottoarea specifica, affrontata con brevi cenni teorici e consigli pratici. La modalità gruppale è utile per confrontarsi e condividere (per chi lo desidera) le proprie esperienze e strategie.
Queste sono le linee guida dei 4 appuntamenti:

1. Ansia, stress, panico: mettiamo un po’ d’ordine
Ansie utili e ansie dannose
Perché sono qui?
2. Il corpo e la mente
Impariamo ad ascoltarci
Le tecniche di rilassamento
3. L’ansia di vivere
Stare in mezzo agli altri nella quotidianità
La paura di essere giudicati
4. Conclusioni
Cosa ho imparato dal laboratorio?
Salutiamo le cattive abitudini

A questa pagina trovate costi, orari e modalità di iscrizione:  laboratorio …Che ansia!

 

Se siete di Torino e dintorni e vi interessa capire meglio di cosa di tratta, potete partecipare alla presentazione gratuita che si terrà il 1 dicembre  dalle 17 alle 18 presso lo Studio di Psicologia di Corso Duca degli Abruzzi 42. Per motivi organizzativi è richiesta la prenotazione: potete prenotarvi telefonando al numero 3454551671, o compilando con i vostri dati il formulario presente su questa pagina.

Se non siete di Torino ma pensate possa interessare ai vostri contatti, potete condividere l’ Evento Facebook 😉 grazie!

#EUmanagestress: l’Europa lancia una campagna di sensibilizzazione sullo stress lavoro-correlato

#EUmanagestress

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro lancia una campagna biennale dal titolo: “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.

Lo stress lavoro-correlato (SLC) è definito come la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dell’ambiente lavorative eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste. Questa campagna punta a coinvolgere e sensibilizzare sia i lavoratori che le imprese, tutelando salute e produttività.

Il commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione László Andor ha dichiarato:

La gestione dello stress correlato al lavoro è uno dei cardini per garantire la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori europei. I posti di lavoro non possono permettersi di ignorare lo stress correlato al lavoro, che aumenta l’assenteismo e riduce la produttività. Il futuro Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-20 sottolineerà che una migliore tutela della salute mentale dei lavoratori è un fattore chiave nella prevenzione delle malattie legate al lavoro. Il quadro proporrà una serie di azioni, come la condivisione di buone pratiche, per la promozione della salute mentale sul lavoro. Un ambiente di lavoro positivo è importante non solo per consentire ai dipendenti di lavorare più a lungo, ma anche per assicurare che, quando i lavoratori vanno in pensione, godano ancora di buona salute. Sono convinto che la nuova campagna dell’EU-OSHA sullo stress e sui rischi psicosociali sul lavoro contribuirà notevolmente al raggiungimento di questo obiettivo.

Per maggiori informazioni: http://www.healthy-workplaces.eu/it.