L’insonnia in quarantena

Oltrepassato il mese di lockdown in Italia stiamo iniziando a rilevare i primi effetti dell’isolamento sociale anche in termini di ricadute psicologiche. Tra queste , le più marcate al momento riguardano ansia e insonnia.

Non riesco a dormire” è una delle frasi che sento maggiormente ripetere nel corso delle (tele)sedute che sto conducendo in questo periodo. Qualcuno, già alle prese con problemi del sonno, ha rilevato un acuirsi dell’insonnia; per altri invece si tratta di una novità. Da che cosa dipende? Come riuscire a dormire in un momento storico di così forte preoccupazione? Un buon riposo è importante per ristorare il corpo e la mente, ora come non mai.

Le nostre giornate sono state stravolte
Le scuole e le università sono chiuse, si lavora da casa, non possiamo spostarci se non per cause di necessità: le nostre routine giornaliere sono cambiate completamente da un giorno all’altro. In assenza di questi “punti di ancoraggio” è come se non avessimo più un orologio sottomano: rischiamo di perdere la cognizione del tempo.

Chi vive da solo può sentire ancora di più lo stress del distanziamento sociale; chi coabita con familiari, partner o inquilini al contrario può avvertire il peso della mancanza di uno spazio fisico e mentale tutto per sé.

Lavorare o studiare da casa può essere comunque molto faticoso, in virtù della mole di ore passate davanti allo schermo e al telefono. Manca quel distacco fisico e mentale casa-lavoro/scuola per cui si rischia di sentirsi sovrastati, soprattutto per coloro i quali lo smart working ha significato un aumento delle incombenze.

A tutto questo aggiungiamo la carenza di luce naturale, fondamentale per la regolazione dei nostri ritmi sonno-veglia: è ciò che succede quando abbiamo sonnolenza di giorno e difficoltà a dormire durante la notte.

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Photo by Matthew Henry on Unsplash

Linee guida per una buona igiene del sonno

Stabilisci una routine giornaliera

  • Imposta una sveglia mattutina e alzati senza posticiparla;
  • Lavati e vestiti, non restare in pigiama;
  • Cerca di mangiare a ogni giorno alla stessa ora. Evita cibi pesanti e l’assunzione di alcool e caffeina soprattutto nel pomeriggio/sera;
  • Prevedi degli spazi giornalieri in cui dedicarti all’attività fisica nel corso della giornata.Va benissimo anche una blanda attività, senza strafare;
  • Stabilisci un orario serale in cui rilassarti e prepararti ad andare a dormire, indossando il pigiama come se fosse un rituale;
  • Se dopo circa 20 minuti non hai preso sonno, alzati e vai in un’altra stanza. Dedicati a un’attività rilassante ( es. tecniche di respirazione , lettura) e riprova più tardi.

Inoltre:

  • Limita l’utilizzo dei dispositivi elettronici dopo cena: la luce blu emessa dagli schermi è un segnale di “veglia” per il cervello. Puoi filtrarla tramite app e funzionalità apposite; ad ogni modo evita di utilizzare smartphone & co. un’ora prima di andare a dormire.
  • Cerca di far entrare quanta più luce naturale in casa;
  • Crea una connessione mentale tra letto e sonno. La camera da letto dovrebbe restare tale e non diventate una succursale del tuo ufficio o del salotto di casa.
  • Rendi il più possibile confortevole la camera da letto: lenzuola fresche e pulite e comodi cuscini sono un invito ad addormentarsi. Mantieni una temperatura gradevole, avendo cura di cambiare l’aria più volte nella giornata.
  • Desisti dalla tentazione dei sonnellini diurni. Se è vero che un breve sonnellino pomeridiano può essere rilassante, in chi ha problemi di insonnia rischia di essere un ulteriore fonte di sfasamento dei ritmi sonno-veglia.

Se i tuoi problemi di insonnia persistono e stanno peggiorando la tua qualità della vita consultati con uno specialista. Sapevi che esiste un protocollo psicologico ( non farmacologico) per il suo trattamento? Possiamo utilizzarlo anche a distanza:  per ulteriori informazioni  e/o per prenotare un appuntamento telefonico o tramite videochiamata puoi contattarmi ai recapiti presenti in questa pagina.

Colorare è un gioco da….grandi! Il coloring che rilassa gli adulti: ebook gratuito da scaricare

Colorare ( coloring in inglese) non è un’attività riservata ai bambini: per gli adulti può dimostrarsi un passatempo rilassante e distensivo.

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Ciò che conta non è il risultato finale perché non c’è nulla da dimostrare a nessuno, al contrario di una prova scolastica finalizzata a raggiungere un obiettivo in un tempo prestabilito.
Avere a disposizione degli spazi pre-stampati non è stressante perché la scelta dei colori rimane assolutamente personale e creativa. Le linee e gli spazi più che vincoli diventano stimoli per il cervello che si focalizza sui singoli aspetti e mette momentaneamente da parte le preoccupazioni, le richieste e gli stimoli che quotidianamente provengono da più fronti.
Si tratta di un’attività che coinvolge diverse abilità visive e motorie, stimolando i due emisferi cerebrali, ma soprattutto … è divertente!

In questo e-book sono raccolti alcuni disegni trovati sul web. Si tratta di risorse gratuite e prive di copyright che possono essere condivise e stampate liberamente a fini non lucrativi.

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Hai riconosciuto un tuo lavoro? Vuoi chiedermi di rimuoverlo o aggiungere la tua firma?
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Per queste ed altre informazioni puoi contattarmi qui o lasciare un commento sotto a questo post.

Sferruzza che ti passa: i benefici del lavoro a maglia

Molti di voi forse si saranno resi conto che un’occupazione cara alle nostre nonne è diventata un hobby di tendenza: si tratta del lavoro a maglia ( o knitting).

Non solo si tratta di un’attività creativa e stimolante, ma è anche un’occupazione in grado di generare effetti positivi.
In generale, sappiamo già che questo tipo di hobby può stimolare la mente, alleviare gli effetti negativi dello stress e rallentare il declino cognitivo. Ciò avviene attraverso l’impiego di differenti aree del cervello, in grado di stimolare nuove risorse cognitive.
Uno dei primi studi ad approfondire i benefici del lavoro a maglia  a scopo terapeutico ( ricerche precedenti si erano focalizzate sugli hobby creativi in generale) è stato pubblicato nel 2013 sul British Journal of Occupational Therapy. Riley, Corkhill e Morris hanno analizzato i risultati di un questionario somministrato – tramite una community online – a 3545 knitter (perlopiù donne) in tutto il mondo. Si trattava di persone che lavoraavno abitualmente a maglia e che riferivano sensazioni di calma e felicità collegate alla pratica di questo hobby. Chi aveva una frequenza di knitting ancora più elevata ha anche dimostrato di avere livelli di funzionamento cognitivo più alto. Inoltre, dedicarsi al lavoro a maglia in gruppo incrementava la felicità percepita, le capacità di comunicazione e il contatto sociale.
In sintesi, questi risultati ci dicono che lavorare a maglia produce benefici psicologici e sociali in grado di contribuire al benessere e alla qualità della vita: questo potenziale terapeutico meriterebbe ulteriori approfondimenti.

“Knitting is the new yoga”: è proprio così? Se lo è chiesto Christiana Croghan, che in un suo studio del 2013 ha davvero messo a confronto queste due attività.  Somministrando lo stesso test a due gruppi composti rispettivamente da 25 praticanti di yoga e altrettanti knitter , ha riscontrato che queste due attività producevano effetti rilassanti simili. 
A “sfruttare” questi vantaggi ci ha pensato l’Associazione Gomitolo Rosa, operativa nella Radiologia Senologica del Policlinico di Milano. Il lavoro a maglia viene proposto alle pazienti in attesa degli esiti dei loro esami, per alleviare l’ansia dell’attesa. Ciò che viene prodotto è poi assemblato sotto forma di copertine per neonati, donate alla Clinica Mangiagalli.

 

Se leggere questo post vi ha fatto venire voglia di sferruzzare, vi segnalo la possibilità di farlo per una giusta causa: il gruppo di knitters “Lana & Caffè” di Codigoro ha creato l’evento Attacchiamoci una pezza. Scopo dell’iniziativa è raccogliere pezze realizzate ai ferri (o all’uncinetto) da assemblare in coperte a fini benefici. Trovare tutti i dettagli sulla loro pagina facebook.