Giornata Nazionale della Psicologia – Studi aperti e colloqui gratuiti

Il 10 ottobre torna la Giornata Nazionale della Psicologia, organizzata dall’ Ordine Nazionale degli Psicologi e patrocinata dal Ministero della Salute:

verticale

 

La GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA, giunta quest’anno alla terza edizione, patrocinata dal Ministero della Salute, ha lo scopo di valorizzare e far conoscere maggiormente ai cittadini e alla comunità le potenzialità della Psicologia come scienza e come professione.

La Giornata si celebra il 10 ottobre, coincidente con la Giornata Mondiale della Salute Mentale e sono previste iniziative su tutto il territorio nazionale per tutta la settimana che include tale data.

Ogni anno il CNOP organizza eventi di carattere nazionale e promuove la pubblicizzazione della campagna con video dedicati, attraverso mass media, social e testimonial, mentre gli Ordini organizzano eventi sul proprio territorio. Nel 2017 sono stati oltre 213.

In questo ambito si colloca l’iniziativa STUDI APERTI, come occasione per favorire l’incontro tra i professionisti e gli utenti.

Io parteciperò offrendo un primo colloquio conoscitivo gratuito nelle giornate dell’ 8-9-10 ottobre. Potete contattarmi attraverso i recapiti presenti in questa pagina.
Vi aspetto!

Annunci

Giornata Internazione per l’eliminazione della violenza sulle donne

In Italia una donna su tre , tra i 16 e i 60 anni, ha subito violenza fisica, sessuale o psicologica (dati Istat).
Gran parte i questi reati non vengono denunciati.
Paura, vergogna, sfiducia, impotenza: le motivazioni sono molte, troppe.

UNTF_OrangeSplotch-EN
#orangetheworld è la campagna lanciata dall’UN Women per accompagnare i 16 giorni di attivismo contro le violenze di genere

Oggi 25 novembre è la data scelta dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha anche realizzato un’infografica per aiutarci a comprendere meglio i numeri di questo fenomeno (è in inglese ma facilmente comprensibile):infographic-violence-against-women-en

Come per tutte le Giornate Internazionali, mi piacerebbe che non si parlasse del tema solo un giorno all’anno.
Soprattutto quando parliamo di contrasto alla violenza, non possiamo pensare di risolvere il problema con un paio di conferenze e qualche speciale televisivo.
Si tratta di un lavoro lungo e complesso, perché ancora troppi uomini ( anche molto giovani) reputano “normale” essere violenti su una donna. E troppe donne ritengono ovvio non denunciare o non mostrare solidarietà a coloro che vengono maltrattate.
Personalmente non mi piace utilizzare il termine femminicidio: mi sembra che riduca la donna a un mero oggetto di genere femminile. Un po’ come dire “è stata ammazzata una femmina” e finisce lì. Come se dimenticassimo di evidenziare il rapporto con il suo carnefice: un compagno, un marito, un padre, un fratello, un corteggiatore respinto, un ex. I numeri infatti ci dicono chiaramente che gran parte delle violenze avviene tra le mura domestiche.
Più che neologismi, necessitiamo di leggi che vengano applicate e che tutelino le vittime.
Così come ci indigniamo (giustamente) per le stragi del terrorismo, dobbiamo indignarci anche per questo tipo di stragi più silenziose e quotidiane. Sì, dobbiamo perché è nostro dovere mostrarci umani: è ciò che lasceremo in eredità alle generazioni successive.

 

Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Oggi 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Questa data ricorda il giorno in cui, nel 1989, l’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’Italia ha aderito nel 1991, e ad oggi sono oltre 190 i Paesi che l’hanno ratificata. Potete leggere la traduzione italiana sul sito UNICEF.

Purtroppo in molti luoghi del mondo questi diritti non sono ancora tali. A ricordarcelo è il Rapporto UNICEF “Immaginare il futuro”, commissionato in occasione del 25° anniversario della Convenzione:

  • Nel mondo il 20% più ricco delle donne ha 2,7 volte più probabilità, rispetto al 20% di donne più povere, di ricevere assistenza al momento del parto. In Asia meridionale, le donne più ricche hanno quasi il quadruplo delle probabilità di essere assistite rispetto a quelle più povere.

  • In tutto il mondo, il 79% dei bambini più ricchi sotto i 5 anni sono stati registrati alla nascita, ma solo il 51% dei più poveri gode del diritto ad avere un’identità ufficiale. E mentre l’80% dei bambini che vivono in città è registrato, questo è vero solo per il 51% di coloro che vivono in campagna.

  • Quasi nove bambini su dieci che appartengono al 20% più ricco delle famiglie nei paesi meno sviluppati del mondo frequentano la scuola primaria – rispetto a solo circa il 60% dei bambini appartenenti alle famiglie più povere. Il divario può essere drammatico anche nei paesi a medio reddito. In Nigeria, per esempio, il 94% dei bambini delle famiglie più ricche ha frequentato la scuola, contro il 34% dei bambini delle famiglie più povere.

  • Indipendentemente dalla ricchezza, le bambine continuano ad avere meno opportunità di studiare. Per ogni 100 ragazzi iscritti alla scuola primaria in Africa occidentale e centrale, solo 90 bambine lo sono. L’esclusione peggiora nella scuola secondaria, dove per ogni 100 ragazzi sono iscritte solo 76 ragazze.

  • Le adolescenti hanno più probabilità di sposarsi o convivere con partner già a 19 anni, rispetto ai coetanei maschi, e meno probabilità rispetto ai ragazzi di avere una buona consapevolezza sui rischi di contrarre l’HIV. In Asia meridionale, i ragazzi hanno quasi il doppio delle probabilità delle ragazze di sapere come proteggersi dal virus.

  • Quasi tre quarti (pari a circa 1,8 miliardi) dei 2,5 miliardi di abitanti del pianeta che ancora non hanno accesso a servizi igienici vivono in aree rurali. I dati provenienti da India, Bangladesh e Nepal, per esempio, mostrano pochi progressi tra il 1995 e il 2008 nella diffusione di servizi igienici nel 40% più povero delle famiglie.

 

Tanti progressi sono stati fatti, ma la strada è ancora lunga…

#nohatespeech

 

No hate speech movement è una campagna a cura del Youth European Council  contro l’odio e l’intolleranza via web in tutte le sue maifestazioni.
L’incitamento all’odio può avvenire in molte forme, tra cui l’intolleranza espressa dal nazionalismo aggressivo e etnocentrismo , la discriminazione e l’ostilità nei confronti delle minoranze , i migranti e le persone di origine immigrata.

La campagna è parte del progetto Young People Combating Hate Speech Online che lavora per l’uguaglianza, la dignità, la diversità e i diritti umani.

Sul sito è possibile firmare una petizione per indire il 22 luglio Giornata Europea per le vittime di crimini legati all’odio. L’idea nasce non solo per ricordare chi è stato vittima o è riuscito a sfuggire a uno di questi reati, ma anche per sensibilizzare ed educare la cittadinanza.
Sono inoltre presenti diversi materiali informativi e aggiornamenti sugli eventi realizzati nei vari Stati.

 

La campagna italiana è a cura del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale. Viene sottolineato che “sebbene i destinatari diretti della campagna siano innanzitutto i giovani e le organizzazioni giovanili, pensiamo che la problematica debba essere affrontata trasversalmente coinvolgendo il mondo della scuola nella sua totalità (studenti, docenti e genitori), ma anche quello dello sport, della famiglia e di tutti coloro che in modo diretto o indiretto interagiscono con i giovani e la loro realtà.”

Sul portale viene spiegato anche come segnalare gli episodi di incitamento all’odio su web. Cito testualmente:

Attraverso questo link http://www.unar.it/ potrete accedere al contact center dell’UNAR e segnalarci episodi di incitazione all’odio sul web. Il contact center UNAR, raggiungibile tramite servizio telefonico gratuito al numero verde 800 901010 ed anche via web all‘indirizzo www.unar.it, provvede a raccogliere segnalazioni e denunce da parte di vittime e testimoni di casi di discriminazione.

 

Anche questo blog vuole dire NO ALL’ODIO 🙂

“Un cuore intelligente”: arriva Torino Spiritualità

Dal 24 al 28 settembre si terrà Torino Spiritualità, manifestazione dedicata all’interiorità dell’essere umano e giunta al decimo anno.
Questa edizione si intitola “Un cuore intelligente”:

 Nel Libro dei Re, Salomone
innalza una preghiera a Dio chiedendo che gli sia concesso
«un cuore intelligente». Tre millenni dopo, gli fa eco Nelson Mandela,
affermando che «una buona testa e un buon cuore sono sempre una
combinazione formidabile». Due grandi saggi concordi nel dire che
la massima espressione umana è nella sintesi tra ragione ed emozione.
Ma quante volte testa e cuore sono davvero buoni alleati? Non
accade piuttosto che ci arrendiamo alle sole logiche della ragione
o ci lasciamo ciecamente guidare dalle “leggi del cuore”? O che,
sbilanciati su un solo versante, facciamo del sentimento sentimentalismo,
del pensiero rigore dogmatico?

Mosso da questi interrogativi, il festival ospiterà, tra gli altri:

Zygmunt Bauman [Mercoledì 24 ore 18]
Sociologo e filosofo, professore emerito di Sociologia nelle università di Leeds e Varsavia, è uno dei più noti e influenti pensatori al mondo. A lui si deve la folgorante definizione di “modernità liquida”, di cui è uno dei più acuti osservatori. Tra i suoi ultimi libri: Danni collaterali (Laterza 2013), Il demone della paura (Laterza 2014) e, di prossima uscita sempre per Laterza, Su Dio e sull’uomo.

Vittorino Andreoli [Giovedì 25 ore 21]
Tra i più autorevoli psichiatri italiani, è editorialista, scrittore, esperto di problematiche dell’educazione e autore di numerosi bestseller. Tra i suoi lavori più recenti: La quarta sorella (Rizzoli 2013) e L’educazione (im)possibile. Orientarsi in una società senza padri (Rizzoli 2014).

Giorgio Nardone
Fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, dove è psicologo-psicoterapeuta, didatta e coach, è esponente di spicco della Scuola di Palo Alto. Tra le numerose opere: L’arte di mentire e se stesso e agli altri (Ponte alle Grazie 2014) e La paura delle decisioni (di prossima pubblicazione per Ponte alle Grazie).

Massimo Recalcati
Psicoanalista tra i più noti in Italia, docente all’Università di Pavia, è membro analista dell’Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi. Direttore scientifico dell’IRPA, nel 2003 ha fondato la Jonas Onlus. Scrive sulle pagine culturali di la Repubblica. L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento (Einaudi 2014) è la sua ultima pubblicazione.

Per il programma completo della manifestazione vi rimando al sito ufficiale: www.torinospiritualita.org