Sindrome da rientro? Anche no.

Oggi, primo settembre, Psicolinee torna per parlare di Lei.
Lei che sta per tornare in mezzo a noi.
Puntuale come il panettone a Natale.
Farà capolino al tg, nelle rubriche televisive e su internet.
Fior fior di opinionisti disserteranno sulle strategie per contrastarla e ci diranno se ignorarla o farci sopraffare aspettando che passi.
La famigerata Sindrome da rientro dalle vacanze.
Qualunque età e situazione lavorativa abbiate, ci sarà la Sindrome che farà per voi. Purtroppo di sindromi codificate dalla Scienza ne abbiamo già parecchie: che bisogno abbiamo di trovarne e affibbiarcene altre?
Ecco, questo mi sembra il tipico caso di “sindrome” mediatica.

 

Momenti di vuoto
Vacanza significa “sospensione temporanea del lavoro o dello studio, per riposarsi o per celebrare una ricorrenza; periodo di stacco dalle proprie ordinarie occupazioni” e “periodo trascorso per svago o riposo in un luogo diverso da quello dove si vive abitualmente” (cit. Garzanti Linguistica).

Qualche settimana fa Michele Serra ha dedicato una delle sue “amache” al tema:

Fare vuoto, appunto. Prendersi una pausa, staccare, sedersi, respirare, stare in silenzio.

Gradualità: a volte sì, a volte no

Il consiglio che spesso viene dato in questi casi è quello di approcciarsi gradualmente alla vita quotidiana. Ad esempio, rientrando un paio di giorni prima della fine delle ferie lavorative per avere il tempo di metabolizzare i cambiamenti oppure mantenendo qualche piccola abitudine maturata in vacanza.
Secondo me non è sempre vero: viceversa, esistono persone che hanno bisogno di ricominciare a pieni giri e trovano conforto nel ritrovare la routine di tutti i giorni.
Ciascuno di noi funziona in maniera differente e avrà bisogno di una sua strategia. Perché essere dogmatici? Sperimentar-si per credere.

A S C O L T I A M O C I
Premesso ciò, non sto affermando che il rientro alla quotidianità sia tutto rose e fiori. Anche io preferirei scrivervi questo post da una terrazza affacciata su un mare cristallino piuttosto che dalla mia scrivania nell’afosa Torino ( forse però, se fossi in una villa al mare mi farei una bella nuotata e non accenderei il pc… 🙂 ).
ll rientro dalle vacanze può comportare una serie di emozioni disturbanti ma allo stesso tempo ci lancia una sfida: ascoltiamole e proviamo a capire cosa ci dicono.
Siamo irritabili all’idea di tornare al lavoro? Interroghiamoci sugli aspetti che in questo momento ci infastidiscono e su cosa possiamo fare per cambiarli.
Sentiamo il carico della gestione della casa? Focalizziamoci su come alleggerirlo.
E via dicendo.
Diamo retta anche ai segnali del nostro corpo: non è più tempo di concedersi bagordi a tavola e notti brave. Regoliamo alimentazione e sonno e non allarmiamoci per i piccoli cali di attenzione e le difficoltà di concentrazione. Tempo al tempo e in breve non vi ricorderete nemmeno più di aver faticato a ingranare.
Fino al prossimo anno.

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NB questo post nasce in risposta ai numerosi articoli sulla Sindrome da rientro che ogni anno di questi tempi vengono rispolverati da differenti testate, online e non. Se il senso di disagio e le emozioni disturbanti provate sono più intense e protratte nel tempo, potrebbero essere la spia di un problema più profondo. In questi casi è bene consultarsi con uno specialista.

 

 

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La sindrome del lunedì mattina

Il 30% dei certificati medici di malattia viene presentato al lunedì (dato Cgia Mestre). A leggere questi  numeri verrebbe subito da domandarsi quanti di questi riguardino malesseri reali, e quanti invece siano frutto di pigrizia, connivenza e ruberie varie.

Si può però parlare di Sindrome del lunedì mattina?
Secondo lo psicologo Alex Gardner i lunedì sono così deprimenti al punto da non farci sorridere prima delle 11:16. Portiamo con noi un antico retaggio tribale: durante i week-end socializziamo con i nostri simili e a inizio settimana ne patiamo l’interruzione. Introdurre attività socializzanti sul lavoro potrebbe essere un buon modo per risollevare il morale; via libera dunque ai pranzi con i colleghi e ad altri momenti di condivisione.

In generale, questa Sindrome può essere definita come un insieme di sintomi quali stanchezza, senso di costrizione, vertigini, inappetenza e calo dell’attenzione. Nel fine settimana possiamo dedicarci a noi stessi e ai nostri affetti; al lunedì si torna a reinvestire le energie sul lavoro, sulla scuola, sull’università.
Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possiamo seguire nel week-end, e che possono farci ricominciare la settimana con più energie:

1. introdurre dei momenti ludici durante il week-end. Tante volte ciò di cui necessitiamo può essere del sano riposo, ma dedicarsi completamente all’ozio può farci arrivare alla domenica sera con la sensazione di aver sprecato tempo e opportunità. Per evitare questo rischio e “rivitalizzarci” bastano anche piccoli divertimenti, come guardare un film che ci piace, andare a una mostra o prendere un caffè con un amico.

2. organizzarsi.Quant’è brutto svegliarsi il lunedì mattina e non ricordarsi che fine hanno fatto le chiavi dell’ufficio, la card universitaria, l’abbonamento della metro o il diario? prepararsi con anticipo ci evita ulteriori stress e facilita il rientro al lavoro e a scuola.

3. suddividere i compiti nell’arco del week-end. Che si tratti di un progetto da presentare, di un libro da studiare o un problema di matematica, distribuire queste incombenze ci evita di arrivare in affanno la domenica sera.

4. dormire bene. Durante il week-end abbiamo più tempo per dormire ma andare a dormire eccessivamente tardi, dormire troppo a lungo o troppo poco rischia di sballare il bioritmo e di farci ricominciare più assonnati di prima. Trovare una buona routine nei fine settimana ci farà arrivare al lunedì più freschi e rigenerati.

5. mangiar sano. Concedersi uno strappo di tanto in tanto può starci, ma fagocitare cibo spazzatura per tutto il week-end renderà difficile la digestione, aumentando senso di stanchezza e irritabilità. Piuttosto, possiamo sfruttare il tempo libero per dedicarci alla preparazione di un piatto sano, magari da condividere con i nostri cari…o andare a gustarlo da qualcuno.

6. concedersi una domenica sera rilassante. Dedicarsi alla cura di sè con un bagno caldo, la lettura di un libro o un film con la famiglia ci farà addormentare meglio.

7. svegliarsi qualche minuto prima il lunedì mattina. Può sembrare paradossale, ma anticipare un pochino la sveglia ci concede più tempo per carburare e riprendere la routine con calma. Si può cogliere l’occasione per fare colazione senza fretta e dirigersi tranquillamente al lavoro, magari facendo una piccola passeggiata se le condizioni lo permettono.

 

Come al solito, ci tengo a ribadire che questi sono piccoli suggerimenti. Sta a ciascuno di noi trovare la propria strategia ottimale: se avete altri consigli scriveteli in un commento e….buon lunedì! 😉