Le attività creative migliorano le performance lavorative

keep-calm-and-be-creative-37Quando le performance lavorative sono in calo, dedicarsi ad attività creative nel tempo libero può essere utile per ricaricarsi. Questo è quanto è emerso da uno studio condotto da Kevin Eschleman della San Francisco State University e pubblicato sul Journal of Occupational and Organizational Psychology.

Gli studi precedenti si erano focalizzati sugli aspetti rigeneranti in generale, senza misurare direttamente gli effetti sul rendimento.
Da questa ricerca è emerso che le attività creative (cucina, pittura ma anche organizzazione di una vacanza o di una raccolta fondi) producono benefici in particolare sulle capacità di risoluzione dei problemi (problem solving) e sulla propensione ad aiutare i colleghi in difficoltà sul lavoro.

 

Ciò che facciamo nel tempo libero e privato impatta fortemente sulle nostre performance al lavoro e non solo sul nostro stato d’animo. I datori di lavoro dovrebbero essere consapevoli di questo effetto ed incoraggiare i dipendenti a godere di più delle pause dall’ufficio ma senza eccessive pressioni che diano l’idea di un controllo esterno delle attività creative.

I benefici riscontrati sarebbero innescati da un miglioramento dell’autostima: se nel tempo libero riesco a produrre qualcosa (un dipinto, un dolce o il superamento di livello di un videogioco), mi sento più capace. Questa mia auto-percezione si riflette anche in ambito lavorativo. Inoltre, spesso il cervello riesce a trovare autonomamente i collegamenti che si sforzava invano di trovare durante le ore di lavoro, giungendo così alla risoluzione dei problemi che si erano presentati.
Un modo per prolungare questi effetti può essere portare “un pezzo di creatività” nell’ambiente lavorativo: appendere un quadro che abbiamo dipinto, condividere con i colleghi un dolce che abbiamo preparato o indossare una accessorio che abbiamo creato.

#EUmanagestress: l’Europa lancia una campagna di sensibilizzazione sullo stress lavoro-correlato

#EUmanagestress

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro lancia una campagna biennale dal titolo: “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.

Lo stress lavoro-correlato (SLC) è definito come la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dell’ambiente lavorative eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste. Questa campagna punta a coinvolgere e sensibilizzare sia i lavoratori che le imprese, tutelando salute e produttività.

Il commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione László Andor ha dichiarato:

La gestione dello stress correlato al lavoro è uno dei cardini per garantire la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori europei. I posti di lavoro non possono permettersi di ignorare lo stress correlato al lavoro, che aumenta l’assenteismo e riduce la produttività. Il futuro Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-20 sottolineerà che una migliore tutela della salute mentale dei lavoratori è un fattore chiave nella prevenzione delle malattie legate al lavoro. Il quadro proporrà una serie di azioni, come la condivisione di buone pratiche, per la promozione della salute mentale sul lavoro. Un ambiente di lavoro positivo è importante non solo per consentire ai dipendenti di lavorare più a lungo, ma anche per assicurare che, quando i lavoratori vanno in pensione, godano ancora di buona salute. Sono convinto che la nuova campagna dell’EU-OSHA sullo stress e sui rischi psicosociali sul lavoro contribuirà notevolmente al raggiungimento di questo obiettivo.

Per maggiori informazioni: http://www.healthy-workplaces.eu/it.